V EDIZIONE

IL CINEMA RITROVATO 1991

v EDIZIONE

Come ogni anno, alle prime luci dell’alba, ci ripetiamo che ce l’abbiamo fatta, che il programma è pronto (si può sempre perfezionare, ma i tipografi aspettano), che lo offriamo agli spettatori del Lumière, agli specialisti, agli storici del cinema, agli archivisti, a tutti coloro che vogliono “ritrovare” il cinema. E lo ripetiamo anche quest’anno, avendo alle spalle un lavoro di ricerca durato più di un anno, che, più strettamente che mai, si è svolto parallelamente al quotidiano lavoro di ricerca e di conservazione di una Cineteca come quella di Bologna. Una ricerca che crediamo non abbia precedenti nel panorama delle indagini sul cinema italiano, tanto vive a livello storiografico e filmografico quanto insufficienti su quello della visibilità delle opere. Una esplorazione che ci ha portato a delineare una specie di “mappatura” di ciò che resta del cinema muto italiano negli archivi di tutto il mondo, dalla Francia al Sud America, dall’Olanda agli Stati Uniti, che ci ha permesso di ritrovare film considerati perduti, di identificare opere nascoste da titoli attribuiti, che ha avuto il merito (non indifferente, crediamo) di aver riportato in Italia circa un centinaio di opere “sperdute nel buio” e, infine, di presentare un programma di più di trentacinque ore di proiezione. Poche, forse, ma sufficienti a mostrare tanti film finora “invisibili”: perché mai visti finora, o perché mai visti prima in queste copie, complete, colorate, le più prossime possibile alle qualità degli originali.
«Sperduto nel buio», questo il titolo della sezione italiana, non ha certo la pretesa di cambiare la storia del cinema italiano, o di mostrare i film migliori dei suoi anni “muti”. Più modestamente, si prefigge di dare degli strumenti, di restituirci l’immagine quanto più possibile completa di un cinema i cui contorni restano ancora sfocati: troppo importanti le lacune, troppo dolorose le perdite, troppo lunghi gli anni dell’oblio per tanti film.
In una pagina dei suoi diari (ripubblicati su Gli anni della feluca, a cura di Giovanni Grazzini, Roma, Lucarini, 1989), Lucio d’Ambra ricorda gli autori e i titoli migliori del cinema italiano degli anni Venti: «I film di Campanile, con quelli di Luciano Doria e di Enrico Romae qualcuno di Washington Borg e di Ugo Falena, erano quelli che, insieme coi miei, tenevano quasi interamente il campo della cinematografia nazionale»>; segue una lista dei titoli più interessanti: La fiera del dolore, La signora delle rose, La danza su l’abisso, Il tuo rivale, Il bacio di Dorina, Avemaria, Appassionatamente, Saper amare, L’ultimo dei Bergerac, Vergine folle, Per aver visto, Militona, Due dozzine di rose scarlatte. Questi film non saranno a Bologna, semplicemente perché non esistono più. Troppo resta ancora “sperduto nel buio”. Una rassegna come quella che abbiamo cercato di costruire, oltre a rimarcare l’assenza di tanto cinema italiano, permette però di individuare nuovi filoni di ricerca che promettono ritrovamenti interessanti, ai quali ci dedicheremo in un futuro molto prossimo, non essendo questo che il primo capitolo di un lavoro che intendiamo proseguire: i film diretti o prodotti da Eleuterio Rodolfi, quelli della Film d’Arte Italiana, le commedie brillanti sono ora terreni esplorabili. 

A fianco ed intrecciato al cinema italiano, abbiamo continuato la tradizionale rassegna dei «ritrovati & restaurati», alla ricerca di opere riscoperte, mai o poco viste (come Graziella la gitana di Leonce Perret, alcuni film Pathé, o Die Perrücke di Berthold Viertel), di film tanto interessanti quanto poco noti, come Die Liebe der Jeanne Ney che idealmente prosegue l’omaggio a Pabst iniziato lo scorso anno, o finalmente riportate ad una qualità e a una completezza inedite: è il caso del Golem di Paul Wegener, del Raskolnikov di Robert Wiene.
Ma questa quinta edizione de IL CINEMA RITROVATO non sarà solo da vedere, ma anche da ascoltare: il festival sarà inaugurato dalla prima esecuzione europea (dal lontano 1927) della partitura originale per coro e orchestra della Passion de Jeanne d’Arc di Dreyer, diretta da Gillian Anderson, che da anni esplora e ricostruisce le partiture originali per film muti. E a questa seguirà Aljoscha Zimmermann che suonerà la partitura scritta da Edward Künnecke per Das Weib des Pharao di Ernst Lubitsch. Inoltre, abbiamo cercato di lasciare i film meno “muti” possibile. Molti dei titoli (italiani e non) saranno accompagnati da musicisti che hanno lavorato lungamente sulle immagini: Stefan Ram (quest’anno affiancato, per alcuni film, da una cantante), Marco Dal Pane, Michele Della Valentina, Aljoscha Zimmermann.
Lungo la strada del cinema “invisibile” ora “ritrovato”, abbiamo voluto anticipare uno dei temi della prossima edizione, dedicando una serata al cinema dei dittatori, presentando Kolybelnaja di Dziga Vertov, Tag der Freiheit di Leni Riefenstahl e Lenin v Oktjabr di Mikhail Romm, una affascinante storia di apparizioni e sparizioni di Josip Stalin dallo schermo.
E ancora, abbiamo insistito sulla strada dell’invisibilità, o per meglio dire, della dialettica fra ciò che lo schermo può mostrare e ciò che deve nascondere. Dopo la sezione dedicata lo scorso anno al Codice Hays, percorreremo quest’anno il tema della «Guerra giusta: cinema americano e seconda guerra mondiale», una piccola puntata fra documentari, film di finzione e propaganda sugli schermi americani durante l’ultimo conflitto mondiale. Ritroveremo così film di Preminger, Sirk, Milestone, King, Cukor, Borzage, insieme ai documentari di Capra, Van Dyke, Von Sternberg, dell’Office of War Information, permettendoci la versione originale di December 7th di John Ford (65 minuti in più!) e alcune scene tagliate al montaggio di The Battle of San Pietro, il capolavoro di John Huston.

Per concludere, un’ altra no man’s land ai limiti della storia del cinema: «Dalla farsa al melodramma e viceversa», la rassegna ideata da Davide Turconi per studiare la storia di quegli attori del cinema muto americano che sono passati agevolmente (?) dai ruoli comici a quelli drammatici e viceversa, sconvolgendo il nostro sguardo abituale: Tom Mix, Gloria Swanson, Pearl White, Ruth Roland, Wallace Beery ed altri. Anche qui una ricerca costellata di assenza, tanto più evidenti e sentite quanto più il terreno di ricerca è nuovo ed inedito.
Infine, ricordiamo che il Lumière è piccolo (o il nostro pubblico è cresciuto) e, se le proiezioni mattutine e pomeridiane sono libere, quelle serali dovranno essere prenotate.
Da tutti, compresi i nostri ospiti.
Buona visione.

Gian Luca Farinelli e Nicola Mazzanti

Tutto sul festival 1991

  • Ritrovati & Restaurati
  • La guerra giusta
  • Sperduto nel buio: omaggio a Lyda Borelli, Francesca Bertini, Pina Menichelli
  • Dalla farsa al melodramma e viceversa
  • XX MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA LIBERO – IL CINEMA RITROVATО 
    Mensile di Informazione cinematografica Anno VII n.8/9 Novembre-Dicembre 1991
  • Cinegrafie n. 04
  • Sperduto nel buio : il cinema muto italiano e il suo tempo, 1905-1930
    a cura di Renzo Renzi

scatti dal festival: Il cinema ritrovato 1991

Tutti gli scatti più significativi della V edizione del Festival Il Cinema Ritrovato