il premio boarini
Sabato 27 giugno al Festival è stato consegnato il Premio Boarini a Mariann Lewinsky, storica del cinema, curatrice e codirettrice del festival Il Cinema Ritrovato.
Ricercatrice indipendente e storica del cinema, studiosa del cinema giapponese, ricercatrice presso l’università di Zurigo, viaggiatrice poliglotta, che occulta il suo cognome Strauli dietro a quello del primo marito Lewinsky, scoprì la Cineteca di Bologna attraverso i convegni tra studiosi organizzati da Eric de Kuyper al Nederlands filmuseum di Amsterdam. Ha curato progetti di ricerca e di restauro, retrospettive, mostre e progetti editoriali per conto di numerose cineteche e istituzioni culturali europee. I suoi interessi spaziano dal cinema dei primi anni a quello giapponese, a quello delle donne (si è occupata, tra le altre, di Lois Weber, Ol’ga Preobraženskaja, Musidora, Colette, Marie Epstein, Delphine Seyrig, Elfi Mikesch, Coline Serreau). È autrice, con Antonio Bigini, del film di montaggio Ella Maillart – Double Journey. Per Il Cinema Ritrovato ha curato o co-curato una sessantina di programmi, in particolare di cinema muto, coordinando, fino a due anni fa, anche gli accompagnamenti musicali in sala. Per le Edizioni Cineteca di Bologna ha curato, fra gli altri, il volume
Albert Samama Chikli. Fotografo, cineasta, navigatore, la raccolta di scritti di Frieda Grafe (Luce negli occhi colori nella mente), i cofanetti dvd Cento anni fa. Il cinema europeo del 1909, Cento anni fa. Attrici comiche e suffragette 1910-1914, Albert Capellani. Un cinema di grandeur 1905-1911, I colori ritrovati. Kinemacolor e altre magie, e le edizioni restaurate di Sangue Bleu, Ma l’amor mio non muore e Assunta Spina. Dal 2016 a questa edizione, la quarantesima, è stata codirettrice de Il Cinema Ritrovato.
Mariann ha tutte le caratteristiche della studiosa free lance, è indipendente, curiosissima, coltissima, affascinata da infiniti mondi, che, nelle varie fasi della vita, ha studiato e conosciuto in profondità. Si accende di un fuoco di passione quando trova un argomento che le interessa, come si può, letteralmente, addormentare dopo pochi minuti, di fronte a un tema o ad un essere umano che non la accendono.
Sempre fedele alla sua indipendenza, ha lasciato l’università molto presto e ha trovato nel Cinema Ritrovato un territorio dove far fiorire i suoi numerosi talenti: far riemergere storie e personaggi dimenticati, allacciare relazioni con un’ampia comunità di archivisti, restauratori, ricercatori di varie generazioni, assicurando al festival una prodigiosa capacità di battere territori nuovi e di sperimentare nuovi approcci, che hanno reso le sue sezioni esemplari per un rapporto vivo verso le opere e la storia del cinema.
Dal 2003 ha iniziato una collaborazione più continuativa con Il Cinema Ritrovato, curando la sezione Cento anni fa a cui poi ha aggiunta la sezione Il secolo del cinema, che arricchiscono significativamente il festival, esplorando sistematicamente un’epoca, il cinema muto e in particolare quello delle origini, che non era mai stato affrontato, nemmeno in sede internazionale, con uno sguardo rivolto, con continuità, ad sola una stagione cinematografica. Questa esplorazione durata 24 edizioni è stata un’esperienza importante per molti motivi: ha consentito di mostrare il lavoro degli archivi che, anche grazie alla continuità di questo progetto, hanno restaurato una parte significativa del patrimonio conservato di quegli anni; ha fatto emergere e ha consentito di valorizzare per vent’anni nuovi studiosi e nuovi archivisti, ha dato una più concreta rilevanza internazionale ad autori ed autrici che oggi sappiamo essere stati importantissimi nella storia del cinema, infine, ha offerto nuove soluzioni ed idee concrete per programmare i film dell’epoca muta.
Per tutti questi motivi esemplari vogliamo consegnare il
PREMIO VITTORIO BOARINI 2026
in onore del fondatore della Cineteca di Bologna, creato nel 2022 e attribuito, ogni anno, durante Il Cinema Ritrovato, a personalità internazionali che si sono distinte nella salvaguardia e nella diffusione del patrimonio cinematografico a Mariann Strauli Lewinsky
Videointervista realizzata da Le Monde est à nous