La macchina dello spazio
[2026]
La retrospettiva ripercorre la straordinaria opera di Daisuke Ito, la cui carriera da regista abbracciò quasi mezzo secolo. Per gli storici del cinema la fama di Ito è legata al sul contributo rivoluzionario al cinema di samurai dell’epoca del muto: rompendo con le convenzioni teatrali del primo cinema giapponese, il regista impiegò con straordinaria abilità il montaggio rapido e audaci movimenti di macchina per costruire eleganti scene d’azione, articolando al contempo una penetrante critica sociale. La sua produzione del dopoguerra rimane tuttavia sottovalutata. Collaborando con alcuni dei migliori attori giapponesi, Ito spaziò dal campo di battaglia al teatro fino al mondo dello shogi (gli scacchi giapponesi), dando vita ad avventure di cappa e spada di grande raffinatezza formale, che richiamavano l’esuberanza visiva dei suoi muti, a drammi in costume più rigorosi e austeri e a sottili ritratti intimisti. Una sezione della retrospettiva riunisce i film muti giunti fino a noi e i frammenti superstiti, presentati – grazie al sostegno della Yanai Initiative for Globalizing Japanese Humanities – con l’accompagnamento composto da musicisti giapponesi e il commento dal vivo di narratori benshi. Accanto a questi, sarà proiettata una selezione dei migliori film del dopoguerra di Ito, in copie 35mm di alta qualità, alcune delle quali restaurate dal NFAJ a partire dai nitrati originali.
A cura di Alexander Jacoby e Johan Nordström. In collaborazione con The Japan Foundation e NFAJ – National Film Archive of Japan
Foto: Oedo gonin otoko (Five Men from Edo, 1951) di Daisuke Ito. Courtesy of National Film Archive of Japan © Shochiku