Il paradiso dei cinefili
[2019]
Le nostre proiezioni serali in Piazza Maggiore sono ormai entrate nella leggenda: migliaia di occhi che fissano incantati uno schermo gigante, in una magnifica cornice architettonica e in un’atmosfera di sconfinato amore per il cinema. Buster Keaton e Charlie Chaplin illumineranno il grande schermo della Piazza in due cineconcerti. Usciti nel 1928 a pochi mesi di distanza, Il cameraman e Il circo sono perfetta espressione dell’ultima stagione del muto, di un’arte che si esprime al culmine della sua forza artistica ed estetica prima di cedere il passo alla rivoluzione sonora. Entrambi i film saranno presentati con l’accompagnamento dal vivo dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Timothy Brock.
Per le proiezioni in Piazza abbiamo scelto molti capolavori, come Miracolo a Milano, Easy Rider e I figli della violenza, struggente capolavoro messicano di Luis Buñuel. Altri ipnotici viaggi visivi vi porteranno a Roma (Roma di Fellini) e nel cuore di tenebra (la nuova versione di Apocalypse Now di Francis Ford Coppola). Saranno tutti proiettati in Piazza, insieme ad altri classici immortali. Anche quest’anno saremo onorati della presenza di grandi ospiti che hanno preso parte alla realizzazione e al restauro dei film e li presenteranno per noi.
Storico delle edizioni
Ladri di biciclette, forse ‘il’ capolavoro neorealista, mai presentato su uno schermo così grande, darà nuove risonanze emotive all’avventura d’un povero italiano nel dopoguerra, al suo girovagare ‘pedinato’ dalla cinepresa di De Sica, che qui tocca il punto più alto della sua collaborazione con Zavattini. Nuove risonanze ci attendiamo anche dalla proiezione del Settimo sigillo, il grande film medievale di Ingmar Bergman, danse macabre splendidamente illuminata da uno dei massimi fotografi d’ogni tempo, Gunnar Fischer, film traboccante di un’immaginazione visiva colta, popolare, tragica, farsesca, orrida e carnale. E ancora, sera dopo sera: Marcello Mastroianni nei panni immortali del barone Cefalù in Divorzio all’italiana di Pietro Germi, uno dei film che più hanno esportato (tra lucidità critica e stereotipo) un’idea dell’Italia nel mondo; Il cacciatore, il più implacabile e allegorico dei grandi film americani post-Vietnam; la riscoperta messicana Rosauro Castro.
Gilda (1946) di Charles Vidor • Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica • Rosauro Castro (1950) di Roberto Gavaldón • Madame de… (I gioielli di Madame de…, 1953) di Max Ophuls • Det sjunde inseglet (Il settimo sigillo, 1957) di Ingmar Bergman • The Apartment (L’appartamento, 1960) di Billy Wilder • Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi • The Deer Hunter (Il cacciatore, 1978) di Michael Cimino
Foto: Il cacciatore
Ancora una volta, sera dopo sera, nuovi restauri, nuove esperienze di film indimenticabili. Sabato 24 si inaugura con il più celebre tuffo nel fiume, il più celebre volo di piume della storia del cinema: L’Atalante e Zero in condotta di Jean Vigo, due film imprescindibili sull’eterna giovinezza dell’amour fou e sull’insopprimibile anarchia dell’infanzia. In anteprima, venerdì 23, il più caustico e romantico racconto di formazione del new american cinema, Il laureato; e in mezzo la californiana summer of love nel memorabile documentario di Pennebaker; domenica 2 luglio il mitico fotografo Bruce Weber presenterà Let’s Get Lost, struggente ‘ritratto’ del jazzista Chet Baker.
Zéro de conduite (Zero in condotta, 1933) di Jean Vigo • L’Atalante (1934) di Jean Vigo • The Graduate (Il laureato, 1967) di Mike Nichols • Monterey Pop (1968) di D.A. Pennebaker • Let’s Get Lost (Perdiamoci, 1988) di Bruce Weber
Foto: Monterey Pop di D.A. Pennebaker (1968)