Il Cinema Ritrovato si unisce alla comunità cinematografica internazionale nel piangere la scomparsa di Tony Rayns, grande critico, storico, programmatore britannico e instancabile promotore del cinema asiatico, la cui morte è stata annunciata oggi.
Tony Rayns è stato autore di opere fondamentali dedicate a Rainer Werner Fassbinder, In the Mood for Love e Kenji Mizoguchi. Il suo ultimo libro, pubblicato nel 2024, è Just Like Starting Over: A Personal View of the Reinvention of Korean Cinema.
Fin dagli anni Settanta, Rayns ha svolto un ruolo decisivo nel far conoscere il cinema asiatico a livello internazionale e nel trasformare la percezione, nel mondo occidentale, delle cinematografie dell’Asia ben oltre il Giappone. La sua influenza è stata profonda e di enorme rilievo culturale, come hanno riconosciuto più volte generazioni di registi asiatici, alcuni dei quali insistevano affinché fosse proprio Rayns a curare i sottotitoli in inglese dei loro film.
Il suo amore per il cinema, tuttavia, non conosceva confini geografici né estetici. Accanto alla sua impareggiabile conoscenza del cinema asiatico, era un appassionato estimatore di Roger Corman e parlava spesso del desiderio di curare una retrospettiva dedicata a John Farrow per Il Cinema Ritrovato.
Il legame di Tony con il nostro festival risaliva a molti anni fa, e il suo ritorno a Bologna era sempre animato da una dedizione straordinaria. Era una presenza familiare e molto cara al festival, spesso circondato da un piccolo gruppo di amici all’esterno del Cinema Jolly, riconoscibile per il suo immancabile gilet da reporter. Paziente e animato da un’inesauribile curiosità, poneva domande attente e profonde mentre fumava una delle sue lunghe e sottili sigarette.
Tony Rayns ha contribuito a Il Cinema Ritrovato in molti modi. Ha scritto saggi per il catalogo, moderato diversi incontri pubblici ‒ tra cui una conversazione con Jack Hazan dopo la proiezione di A Bigger Splash ‒ e collaborato con noi alla retrospettiva La rinascita del cinema cinese (1941–1951), organizzata nel 2018.
Pur vivendo nella zona sud di Londra, Tony era diventato, per molti versi, più facile da incontrare a Bologna che nella sua città. Negli ultimi anni aveva scelto sempre più spesso una vita di creativa solitudine nel luogo in cui abitava. Bologna è stata uno dei pochi posti in cui si poteva ancora incontrarlo: seduto in sala, a vedere film dal mattino fino a notte fonda. In questo senso, Bologna è stata fortunata ad averlo accolto.
Ehsan Khoshbakht