[FILM]
Scen.: Daisuke Ito. F.: Hiromitsu Karasawa. Int.: Ryunosuke Tsukigata (Raizaburo Totoki), Hiroshi Kaneko (Nagasone), Misao Seki (Osuga), Kanji Ishii (Tanomo), Miharu Ito (Suginokata), Jinichi Amano (Sagenta), Dennosuke Ichikawa (Yamamuro), Shimao Hyakusaki (Kawachi), Haruo Okazaki (Bunsaku) 35mm
È una delle opere più importanti e influenti di Ito. Tagliente ‘film di tendenza’ (keiko-eiga), sfidò la censura sempre più rigida del primo periodo Showa mettendo in scena un ronin che si schiera con il proletariato durante una rivolta contadina. Il critico Akira Iwasaki sottolineò l’influenza dei classici del muto francese La Roue (Abel Gance, 1921) e Kean (Alexandre Volkoff, 1924), osservando come Ito fosse a conoscenza della teoria cinematografica sovietica, sebbene i film sovietici non fossero stati ancora distribuiti in Giappone. Quando l’anno successivo venne proiettato Tempeste sull’Asia (Vsevolod Pudovkin, 1928), il pubblico vi colse somiglianze sorprendenti.
Tadashi Iijima lodò Ito per aver “conquistato il film in costume con la sua moderna rapidità” e per la finezza psicologica e la ricchezza ideologica dell’opera. Il film avrebbe inoltre influenzato la coscienza di classe dei Sette samurai (1954) di Akira Kurosawa.
Come molti muti giapponesi, Zanjin zanbaken sopravvive purtroppo solo in forma incompleta; la copia esistente è una versione condensata, ingrandita a partire da un 9,5mm prodotto per il mercato domestico. Il materiale superstite mostra tuttavia il talento di Ito nel coreografare l’azione e nel dare vita a frenetici movimenti di macchina, lasciando però intravedere con struggente efficacia la grandezza perduta dell’opera.