[FILM]
Sog.: Leo McCarey. F.: George Stevens. M.: Richard Currier. Int.: Stan Laurel (Stanlio), Oliver Hardy (Ollio), Dell Henderson (il proprietario del dipinto), Josephine Crowell (la madre del proprietario del dipinto), William Gillespie (il proprietario del cavallo), Fred Holmes (il ragazzo di scuderia), Sam Lufkin (Sullivan), Harry Bernard (poliziotto), Charlie Hall (il vicino), Jack Hill (l’uomo sul calesse). Prod.: Hal Roach per Hal Roach Studios. DCP. D.: 20’. Bn.
Storico delle edizioni
La premessa e semplice, quasi un canovaccio: Stanlio e Ollio, in veste di stallieri, scambiano il titolo di un celebre quadro di Thomas Gainsborough, The Blue Boy, con il nome di un cavallo cui devono badare. Una banale omonimia, la denuncia di un furto, la ricompensa di un milionario: tanto basta per costruire un gioiello comico. La prima proiezione di Un chien andalou avvenne solo quattro mesi dopo l’uscita di Wrong Again; eppure, riguardando l’iconica immagine del cavallo sul pianoforte, non possiamo fare a meno di pensare a Dalí e Bunuel, ai loro asini sul piano, al fatto che i nostri sembrino quasi anticipare – e parodiare – le avanguardie. Se, come ci spiega Ollie, i ricchi pensano in modo diverso e fanno tutto ‘al contrario’ – non a caso, il film doveva intitolarsi Just the Reverse – la vita non e che un susseguirsi di eventi incontrollabili e privi di spiegazione in cui nulla resta al proprio posto. Ed e nella normalizzazione dell’assurdo che l’affiatamento tra Stanlio e Ollio raggiunge il massimo livello di espressivita: un’elaboratissima coreografia di caos coordinato.
Alessandro Criscitiello
Restaurato in 5K nel 2025 da Blackhawk Films in collaborazione con Library of Congress presso il laboratorio Blackhawk Films, a partire da un 16mm fine-grain ricavato dal negativo camera originale 35mm messo a disposizione da Library of Congress