[FILM]

WE NEED TO TALK ABOUT KEVIN

Cast and Credits

Sog.: dal romanzo Dobbiamo parlare di Kevin (2003) di Lionel Shriver. Scen.: Lynne Ramsay, Rory Kinnear. F.: Seamus McGarvey. M.: Joe Bini. Scgf.: Judy Becker. Mus.: Jonny Greenwood. Int.: Tilda Swinton (Eva Khatchadourian), John C. Reilly (Franklin), Ezra Miller (Kevin adolescente), Jasper Newell (Kevin bambino), Rock Duer (Kevin da piccolo), Ashley Gerasimovich (Celia), Siobhan Fallon Hogan (Wanda), Alex Manette (Colin), Kenneth Franklin (Soweto). Prod.: Jennifer Fox, Luc Roeg, Robert Salerno per BBC Films, UK Film Council; DCP. D.: 112’. Col.

Scheda Film

We Need to Talk About Kevin è l’incubo che si annida non in Elm Street ma nella nostra strada. È un horror domestico che ci tocca nel vivo della nostra quotidianità, un racconto perturbante narrato con inflessibile intensità emotiva e grande maestria dalla regista Lynne Ramsay. A partire dal celebre romanzo di Lionel Shriver, Ramsay e la sua interprete altrettanto impavida, la magnetica Tilda Swinton, offrono un’analisi scomoda e destabilizzante di quello che la regista ha definito “uno degli ultimi tabù: si dà per scontato che si ami il proprio bambino fin dalla nascita, ma cosa succede se non è così?”. E cosa succede se quel bambino crescendo si trasforma in una persona profondamente terrificante? […] A un primo livello di lettura, Kevin racconta in modo lineare il rapporto tra la madre Eva (Swinton) e il figlio pericolosamente manipolatore, Kevin, interpretato da Rocky Duer da piccolo, da Jasper Newell da bambino e da Ezra Miller da adolescente. Ma Ramsay è una straordinaria evocatrice di atmosfere visive, una regista che sembra letteralmente pensare e sentire per immagini: così Kevin opera tanto su un piano espressionista quanto su un piano letterale, fondendo reale e surreale come se tra i due non ci fosse alcuna differenza. Lavorando con l’eccellente direttore della fotografia Seamus McGarvey, Ramsay è incapace di creare immagini banali. Dalla straniante apertura con le tende bianche mosse dal vento alle successive inquadrature delle maschere di Halloween, percorse da un’atmosfera spettrale alla Diane Arbus, fino a quasi tutto ciò che sta in mezzo, il punto di forza principale di Kevin è la sua capacità di costruire immagini dense e stratificate. […] Se Eva non voleva essere madre, suo figlio appare come qualcuno che non ha chiesto di nascere. Assistiamo con crescente incredulità mentre Kevin, tanto rancoroso e ostile quanto intelligente e calcolatore, ingaggia una lotta nichilista con la madre, scivolando progressivamente dal male al peggio, fino al peggio assoluto. […] Ciò che ci tiene avvinti al film, oltre alla maestria di Ramsay, è l’interpretazione audace e feroce di Swinton nei panni di una donna che non solo cerca di fare i conti con un incubo senza fine, ma si tormenta chiedendosi quale ruolo possa aver avuto nel generarlo.

Kenneth Turan, “Los Angeles Times”, 9 dicembre 2011

Per concessione di

Crediti di restauro

Copia proveniente da Independent Entertainment per concessione di Park Circus.

Edizione 2026
Versione del film Versione inglese
Sezione Ritrovati e Restaurati