[FILM]
Sc.: Erwin Gelsey, Maurine Watkins, dalla commedia “Tinsel Girl” di M.Watkins. F.: Robert Kurrie In.: Ann Dvorak, Lee Tracey, Richard Cromwell, Guy Kibbee, Leslie Fenton, Evalyn Knapp, Charles Middleton. P.: Warner Bros. 16 mm.
Storico delle edizioni
È il racconto di una vita tanto sventurata da sembrare quasi una storia di fantasmi. Molly Louvain (Ann Dvorak, che aveva appena interpretato Scarface) è perseguitata da una buona dose di sfortuna e agisce alla cieca fra tristi coincidenze, in un’esistenza dominata dall’ombra di una madre che le ha lasciato in eredità uno spiacevole destino. A cominciare dalla nascita di un figlio indesiderato, la donna sembra crudelmente predestinata a ripercorrere le sciagurate orme della vita della madre. Ma si tratta anche di un film magnificamente costruito sulle coincidenze quali autentiche artefici della vita. Coincidenze che portano Molly all’improbabile ma provvidenziale incontro con uno di quei reporter dalla scorza dura che soltanto la Warner Brothers sapeva trasformare in simboli della velocità del tempo. La scena dell’innamoramento è talmente insolita da evocare, come un’anticipazione, Pickpocket con la sua toccante battuta finale. Rispetto alla tradizione dell’epoca, si tratta di un film dal ritmo molto veloce e tutt’altro che impeccabile, benché risulti altrettanto straordinaria la sua capacità di mostrare in 70 minuti tutto ciò per cui oggi occorrerebbe almeno il doppio di tempo. Le convenzioni del melodramma si uniscono perfettamente a ritmi insolitamente serrati, alternando momenti di durezza ad altri di tenerezza. Il ritratto della protagonista ricorda “una di quelle figurine fatte di fili argentati, perfette come decorazioni su un albero di Natale, ma che non resistono alla pioggia”. Molly è costantemente in bilico tra una vita da prostituta e la salvezza. Storia d’amore e di vittoria sullo squallore dell’esistenza, The Strange Love of Molly Louvain è un film piacevolmente improbabile, ma talmente pieno di vita da non ammettere critiche.
Peter von Bagh
Fra i numerosi film diretti dall’ungherese Michael Curtiz negli Stati Uniti, spicca questo “strano amore di Molly Louvain”, che è stato definito il film più pessimista del periodo. Piccola malavita, giornalismo senza scrupoli, esistenze spezzate, amari disperati, il tutto ruota intorno ad una donna la cui vita, con una “normale” tragicità, la trascina fino al sacrificio finale, in una vicenda che non lascia vie di uscita a nessuno dei personaggi.
