[FILM]

Night Nurse

Cast and Credits

Sog.: dal romanzo omonimo (1930) di Dora Macy. Scen.: Oliver H. P. Garrett. F.: Barney McGill. M.: Edward M. McDermott. Scgf.: Max Parker. Mus.: Leo F. Forbstein. Int.: Barbara Stanwyck (Lora Hart), Joan Blondell (Maloney), Ben Lyon (Mortie), Clark Gable (Nick), Blanche Friderici (Mrs. Maxwell), Charlotte Merriam (Mrs. Ritchey), Charles Winninger (dottor Bell), Eddie Nugent (Eagan). Prod.: Warner Bros. Pictures, Inc. DCP. D.: 72’. Bn.

Storico delle edizioni

Scheda Film

Se i cinque film con Frank Capra rivelarono la luminosa profondità di Barbara Stanwyck, i cinque che realizzò con William Wellman misero in risalto la sua grinta di ragazza che la sa lunga. Più conosciuto per i film di guerra e d’azione maschile, Wellman diresse anche diverse opere con protagoniste donne forti quanto qualsiasi soldato o cowboy. Tra queste Night Nurse, la prima e migliore delle sue collaborazioni con Stanwyck. Il film è un esempio pregiato dello stile veloce ed esuberante tipico della Warner, casa per cui Stanwyck lavorò in tutta la prima metà degli anni Trenta. Wellman stipa in settantadue minuti un intreccio degno d’un romanzo vittoriano, che parte come un vivace racconto proletario su alcune apprendiste infermiere e sterza bruscamente a metà strada diventando un bieco thriller mélo, dove si trama per uccidere due fanciulle e intascarne l’eredità. Stanwyck si oppone alla degenerata corruzione dei ricchi, infiammandosi di giusto furore. Gli scoppi d’incontenibile ira diventeranno un suo tratto distintivo: a farne le spese qui è, tra gli altri, un Clark Gable nel ruolo d’un brutale chauffeur, prima della celebrità e dei baffi. La tessitura ruvida del film, il suo piglio hard-boiled sono pura epoca pre-Hays. Dire “pre” è in realtà improprio, poiché il Production Code viene adottato dagli studios già nel 1930, ma non verrà veramente applicato fino al 1934. Night Nurse non si limita a sfidare il codice: sembra assumere l’elenco puritano dei “Don’ts and Be Carefuls”, dei ‘proibito e sconsigliato’, come una lista di elementi da includere. Spogliarelli gratuiti, ubriachezza, uso di droghe, linguaggio volgare, adulterio, crudeltà verso i bambini, crimini impuniti, giustizia fai-da-te? C’è tutto. Le scene di Stanwyck con Joan Blondell, nel ruolo della cinica collega Maloney, sono deliziosi interludi di beffarda complicità tra ragazze che lavorano. Il suo innamorato, e la cosa più vicina a un protagonista maschile che il film ci proponga, è un simpatico contrabbandiere con i giusti agganci malavitosi. Pur se la successiva produzione di Stanwyck e Wellman sarà diseguale, tutti i film sapranno cogliere qualcosa di essenziale della sua vorace passione per il lavoro, dell’instancabile energia, dei modi secchi e schietti: “Alla grande, sorella”.

Imogen Sara Smith

Copia proveniente da

Per concessione di

Edizione2026
Versione del filmVersione Inglese
SezioneBarbara Stanwyck, tutto quel che desideri
Proiezioni
21 GIUGNO 2026[11:30]
Cinema Arlecchino

Scheda Film

La solidarietà femminile si scontra con le difficoltà lavorative e la corruzione delle classi privilegiate in un buddy cop movie pre-codice Hays dove l’accoppiata di poliziotti è sostituita da due infermiere di notte che cercano di guadagnare qualche dollaro e di tenersi alla larga dai guai. Barbara Stanwyck e Joan Blondell stringono amicizia durante il tirocinio, e malgrado l’intreccio abbastanza serio e complesso il film non tradisce mai la forza e la semplicità di quel cameratismo, tanto che Wellman spesso interrompe l’azione per assaporare i tanti gesti con cui le due ragazze si proteggono a vicenda in un mondo patriarcale. La macchina da presa si concentra spesso sulle loro mani e su come, quando occorre, un’amica stringa quella dell’altra, cosa che accade durante un’impressionante operazione chirurgica. Questo legame e la forza che la Stanwyck ne trae tornano utili quando le ragazze devono occuparsi di due sorelline malate che si trovano in balia di un losco autista (un giovanissimo Clark Gable) intenzionato a ucciderle per impadronirsi dei loro fondi fiduciari.
Fu proprio questo film sull’amicizia a segnare l’inizio del legame di profondo affetto che unì per tutta la vita Barbara Stanwyck e il regista. Night Nurse fu la prima delle loro cinque collaborazioni, e i due parlavano spesso dell’immenso piacere di lavorare insieme. Nella prefazione a William A. Wellman di Frank Thompson, Stanwyck scrive: “Ecco una delle cose più belle che mi siano mai capitate: una scrittrice, Ella Smith, stava scrivendo un libro su di me e chiese [a Wellman] alcune frasi da inserire nel testo. Ne sono orgogliosa, e vi prego di portare pazienza se cito quelle parole. Le ho a casa, incorniciate. Quando Bill morì, Ella Smith mi regalò la citazione perché Bill l’aveva scritta a mano. Eccola: ‘In un’intervista, miss Stanwyck mi definì uno dei suoi registi preferiti e concluse dicendo: voglio bene a quell’uomo. Inutile dire che ne fui molto orgoglioso e che mi venne un groppo alla gola, cosa che non mi succede molto spesso. Barbara Stanwyck: voglio bene a quella ragazza. Firmato Bill Wellman’. E dunque, ancora una volta: mi manchi, Bill Wellman, ti voglio bene”.

Gina Telaroli

 

 

Copia proveniente da

Edizione2014
Versione del filmVersione inglese
SezioneWilliam Wellman, tra muto e sonoro