[FILM]

L’ONOREVOLE ANGELINA

Cast and Credits

Sog.: Piero Tellini, Suso Cecchi d’Amico, Luigi Zampa. Scen: Piero Tellini, Suso Cecchi d’Amico, Luigi Zampa, Anna Magnani. F.: Mario Craveri. M.: Eraldo Da Roma. Scgf.: Piero Filippone. Mus.: Enzo Masetti. Int.: Anna Magnani (Angelina Bianchi), Nando Bruno (Pasquale Bianchi), Ave Ninchi (Carmela), Ernesto Almirante (Luigi), Agnese Dubbini (Cesira), Armando Migliari (Callisto Garrone), Franco Zeffirelli (Filippo Garrone), Maria Donati (signora Garrone), Maria Grazia Francia (Annetta). Prod.: Lux Film, Ora Film. DCP. D.: 92’. Bn.

Storico delle edizioni

Scheda Film

Zampa parte ancora una volta da un fatto di cronaca, da un aneddoto legato a moti di protesta nella periferia romana. Ma rappresenta una realtà sociale molto meno accomodante dei film precedenti, e molto più bruciante. In una borgata le madri di famiglia esasperate decidono una serie di azioni drastiche, violente e non, per affermare i propri diritti […]. Coautori del soggetto e co-sceneggiatori sono sempre Piero Tellini e Suso Cecchi d’Amico: si può azzardare a ipotizzare, in questo caso, una minore incidenza di Tellini e un maggior ruolo di Suso Cecchi d’Amico, che conosceva bene la Magnani, accreditata anche come co-sceneggiatrice. […] Zampa elabora uno stile fatto di inquadrature affollate, polifoniche se vogliamo, in cui ogni personaggio è ben caratterizzato e contribuisce con il suo movimento e le sue battute all’effetto complessivo. L’inquadratura brulicante, che rispecchia il modo in cui erano vissuti i ristretti spazi abitativi dell’epoca, ha una qualità documentaria che è sicuramente neorealista, e funziona come un invito all’identificazione. Ma al suo interno i ritmi sono quelli della commedia dialettale, con la protagonista sotto il riflettore e occasionali assoli per chi le fa da spalla (Nando Bruno e Ave Ninchi) e improvvise irruzioni di realtà da parte di non professionisti.

Alberto Pezzotta, Ridere civilmente.Il cinema di Luigi Zampa, Edizioni Cineteca di Bologna, Bologna 2012

Con Anna Magnani ho avuto una collaborazione meravigliosa. […] Certo era una irruenta, ma nel migliore senso della parola. Era bravissima, di una simpatia enorme, trascinante. […] Abbiamo fatto Angelina assieme, abbiamo discusso tante scene, abbiamo scelto di comune accordo la gente presa dalla vita. Insomma, io ho un ricordo magnifico di lei donna e di lei collaboratrice.
Non ci volevano costumisti, truccatori, arzigogoli speciali per fare entrare la Magnani in un personaggio. Anna era un’attrice talmente straordinaria che stabiliva e si cercava da sola quello che le occorreva per renderlo meglio, senza tante prove e riprove. Per L’onorevole Angelina, scendemmo assieme in borgata e, naturalmente, fummo circondati da un gruppo di donne che l’avevano riconosciuta. Lei ne vide una che portava un abituccio. Disse: “È quello, voglio indossare quello!”. Così glielo comprammo, se lo fece lavare a casa e quando comparve sul set era Angelina sputata, era entrata nella pelle di Angelina e delle borgatare di quel giorno.

Luigi Zampa, in L’avventurosa storia del cinema italiano. Da La canzone dell’amore a Senza pietà, volume primo, a cura di Franca Faldini e Goffredo Fofi, Edizioni Cineteca di Bologna, Bologna 2009

Copia proveniente da

Crediti di restauro

per concessione di Cristaldi Film

Edizione2023
Versione del filmVersione italiana
SezioneANNA MAGNANI, L’IRRIPETIBILE
Proiezioni
27 GIUGNO 2023[15:30]
Cinema Europa

Scheda Film

Angelina, moglie di un vicebrigadiere e madre di cinque figli, guida le donne esasperate di una borgata romana ad azioni contro borsari neri e palazzinari; sfida la polizia, ed è tentata di scendere in politica. Finale aperto, che dalla critica impegnata è sempre stato giudicato un ritorno all’ordine, e invece non lo è.

Dopo il neorealismo timido di Un americano in vacanza e Vivere in pace, Zampa cambia metodo e gira il suo primo film importante. Aperto da un maestoso piano sequenza, mostra anche una consapevolezza stilistica di solito negata al regista romano. Che, con i fidi Tellini e Cecchi D’Amico, si ispira a un fatto di cronaca, e offre ad Anna Magnani (in uno dei suoi rari credits come co-sceneggiatrice) un ruolo in linea con il suo personaggio postbellico di popolana intraprendente. Qui molto più sovversivo: il lm diventerà “quasi un cult presso vari gruppi degli anni Settanta, che vi vedono l’antecedente degli ‘espropri proletari’” (Pellizzari).

Nel piglio civile, trascinante, senza eufemismi, viene fuori l’anima di un grande regista. Notevole, inoltre, come Zampa storicizzi il neorealismo rappresentando giornalisti e fotografi borghesi che curiosano tra le baracche e vengono presi a male parole dagli abitanti. È una mise en abyme, un’autocritica metalinguistica, una dichiarazione morale.

Copia proveniente da
Edizione2011
Versione del filmVersione italiana
SezioneRIDERE CIVILMENTE. IL CINEMA DI LUIGI ZAMPA