[FILM]
DCP. D.: 10’. Col. (da una copia imbibita
e virata)
L’Industrie du hareng à Boulogne-sur- Mer è uno dei più bei film muti sul mare conservati nelle collezioni della Cinémathèque française. Eppure non vi si vedono linee d’orizzonte, né navi che beccheggiano, né marinai avventurosi. In genere i cineasti amano filmare i velieri che escono dal porto, posizionare la macchina da presa a prua per catturare l’ampiezza del mare e osservare i pescatori indaffarati sul ponte. In questo film il regista (ignoto) ci mostra invece coloro che restano in porto: i mestieri invisibili, svolti in gran parte da donne. Sono loro ad accogliere il pescato in arrivo per la salatura e l’affumicatura, così da organizzarne la conservazione e la spedizione. La macchina da presa, in mezzo alle operaie, si sofferma sui gesti precisi e ripetitivi, sulle mani che immaginiamo stanche e consumate dall’acqua gelida, dal sale grosso e dalle squame. Le aringhe della ditta Louis Bouclet faranno la fortuna dell’armatore e daranno notorietà al porto di Boulogne- sur-Mer, considerato il primo porto peschereccio francese. Eppure queste operaie sono verosimilmente le grandi dimenticate di tanta notorieta.
Hervé Pichard
Restaurato in 4K nel 2024 da La Cinémathèque française presso il laboratorio Transperfect Media, a partire da una copia diacetato 35mm.