[FILM]
R.: Jacob Protazanov. Sc.: Jacob Protazanov, Ivan Mosjoukine, Alexandre Volkov. F.: Fédote Bourgassoff, Nicolas Toporkov. In.: Ivan Mosjoukine (Octave de Granier), Valentine Dark (Lucie de Morange), Nathalie Lissenko (Yvonne Lelis), Alexandre Colas (Marchese de Granier), Vera Orlova, Nicolas Panoff, Camille Bardou. P.: Ermoliev-Films. D.: Europa-Film. L.: 1693 m. D.: 95’ a 16 f/s.
“Tutte le disgrazie del protagonista di Angoissante aventure derivano dalla sua incapacità di trovare i soldi per la donna che ama e che infine lo fa perire. Ma la situazione classica della ‘vamp’ che rovina l’innamorato viene qui parodiata dall’infantilismo del protagonista. Ogni volta che gli occorrono soldi, Mosjoukine, come un ragazzino, li chiede al padre, cercando anche di derubarlo. Quello che è in grado di guadagnare lui stesso è soltanto un misero salario di attore (due biglietti da dieci e cinque franchi). Tutti i soldi che la sua amante gli chiede servono a mantenere uno studio cinematografico chiamato ‘Societé des enfants abandonnés’. […] Spesso i protagonisti di questi film sono russi. In questi casi abbiamo una duplice descrizione metaforica: il cinema parla di se stesso e dell’abituale condizione degli esuli. Il cinema muto, non richiedendo la conoscenza della lingua straniera, costituiva per molti emigrati una possibilità di sopravvivenza. La professione di comparsa cinematografica divenne classica per gli emigrati russi. Come scrive nelle sue memorie lo scenografo Georges Wakhevitch: ‘Allora i figuranti erano in maggioranza russi e la nobiltà decaduta forniva le migliori comparse che ci fossero mai state. Soprattutto nelle scene di ballo la grazia e la distinzione dei danzatori di valzer non ebbero mai eguali, e per forza!’.
Natalia Nussinova, Cinegrafie, n. 10, 1997