[FILM]
Prod.: Pathé 35mm. L.: 275 m. Bn
Storico delle edizioni
Con il rapimento e l’esecuzione del giovane duca di Enghien nel marzo del 1804 il primo console Napoleone Bonaparte volle dare un esempio ai monarchici, sacrificando un aristocratico probabilmente innocuo. Durante l’800 la morte del duca è diventata oggetto di numerosi saggi storici, dipinti e rappresentazioni teatrali. Il drame historique di Léon Hennique, amico e collega di Daudet, Goncourt et Zola, citato sul manifesto del film di Capellani del 1909, andava in scena per la prima volta nel 1888 al Théâtre Libre di André Antoine. La versione cinematografica di Capellani è molto lontana dalla pièce, il regista sfrutta al massimo le possibilità del cinema, per far apparire sullo schermo eventi passati e ottenere un effetto di reale e di presente: locations che se non sono originali potrebbero esserlo, cavalli, carrozze, fortificazioni, tutto permeato di realtà. L’interesse per il cane – che sembra quasi accessorio – è tra l’altro storicamente accurato. Era un carlino di nome Mohilof (che non figura nella pièce)
Il tempo passato è irrimediabilmente non più visibile. Capellani, nel suo film del 1909, attualizza fatti storici che risalgono a 150 anni prima: su ordine del primo Console Napoleone Bonaparte, il 14 marzo 1804 viene catturato il duca d’Enghien (Louis Antoine Henri de Bourbon-Condé) che si trovava in esilio a Baden, portato davanti al tribunale di guerra e condannato a Vincennes il 21 marzo (anche il dog interest del film è storicamente garantito ed era un carlino di nome Mohilof).