[FILM]
Scen.: Oreste Mentasti; F.: Giovanni Tomatis; Scgf.: Luigi Borgogno; Cost.: Zamperoni; Int.: Sig.ra Davesnes (Elena), Giulio Vinà, Giovanni Casaleggio; Prod. Itala-Film 35mm. L.: 600 m. D.: 33’ a 16 f/s. Col.
Storico delle edizioni
In La caduta di Troia (…) di Giovanni Pastrone e Romano Luigi Borgnetto, Ghione appare in una scena cruciale: è il primo acheo che si cala dal ventre del cavallo fatale e incita i suoi compagni ad appiccare il fuoco alla città nemica. In sé pochi fotogrammi, nei quali si può riconoscere il volto smunto dell’attore che, prima di uscire dall’inquadratura, si offre alla macchina da presa. Questo potrebbe essere l’ultimo film girato a Torino da Ghione. La fugace presenza dell’attore in questo film, importante per la storia del cinema perché ritenuto il germe di Cabiria, è quantomeno curiosa: crea infatti un’ideale unione con il primo film che Ghione interpreta una volta giunto nella capitale, ugualmente di ambientazione epica, La Gerusalemme liberata di Enrico Guazzoni.
Denis Lotti
Crediti di restauro
Restauro eseguito presso il laboratorio L’immagine Ritrovata nel 2005 a partire dalle copie su supporto nitrato il Nederlands Filmmuseum, la Fondazione Cineteca italianae l’Archive Film Agency
Nel 1951 Sadoul a Torino incontra Giovanni Pastrone. Lo descrive come un uomo dai “baffi disordinati [e con] occhi straordinariamente vivi e acuti”. Da questo incontro, un lucido ricordo di Pastrone: “Fui uno dei primi ad affrontare la regia in grande stile, nel 1911, col film La caduta di Troia, che firmai con lo pseudonimo di Pietro Fosco. Adoperavo grandi scene appositamente costruite, un gigantesco cavallo di legno. Il film ebbe un metraggio di oltre 600 metri: una lunghezza incredibile per il 1911. Il vivo successo che ottenne all’estero mi convinse che oramai occorreva imporre il cinema come un’arte”. La caduta di Troia fu un film pioniere nel suo genere, o forse un pioniere in generale, e permetterà a Pastrone di acquisire quell’esperienza che lo porterà a realizzare pochi anni dopo quello che è il suo più celebre film: Cabiria.
La caduta di Troia ebbe un successo clamoroso e lanciò alla conquista del mondo il film storico italiano a lungometraggio. Un primato che portò il film di Pastrone e Borgnetto ad avere una particolare visibilità sulla stampa sia nazionale che estera coeva alla prima distribuzione del film. Il film venne distribuito nel mese di aprile del 1911, ma già dal mese di febbraio nella stampa specializzata compaiono le prime informazioni “sulla colossale film”. La prima a dare la notizia è “La cinematografia italiana ed estera” che, con un articolo intitolato Un grande evento cinematografico, elogia fin dalle prime righe La caduta di Troia: “rappresenterà quanto di meglio si sia fatto fino ad oggi nel campo cinematografico”. (…) A confermare il grande successo che il film ottenne in tutto il mondo sono le molte copie d’epoca sopravvissute, ritrovate e oggi restaurate grazie agli sforzi congiunti della Cineteca di Bologna, del Museo Nazionale del Cinema e della Cineteca del Friuli.
Alessandro Marotto, Davide Pozzi, Cinegrafie, n. 18, 2005
Crediti di restauro
Restauro eseguito presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata nel 2005 a partire dalle copie su supporto nitrato conservate presso la Cineteca del Comune di Bologna, il Nederlands Filmmuseum, la Cineteca Italiana e l’Archive Film Agency