[FILM]

LA BELLE EQUIPE

Cast and Credits

Sc.: Charles Spaak, J.Duvivier. F.: Jules Kruger. Marc Fossard. In.: Jean Gabin, Charles Vanel, Raymond Aimos, Viviane Romance, Micheline Cheirel, Raphael Medina. P.: Ciné-Arys Productions. 16 mm.

Storico delle edizioni

Scheda Film

La Belle équipe è uno dei film emblematici non solo del realismo poetico ma anche del clima del Front Populaire (che vinse le elezioni durante le riprese), per quanto i proletari protagonisti siano indifferenti all’ideologia come lo era Julien Duvivier, che riconobbe un’immediata empatia con il soggetto di Charles Spaak e per il pessimismo e lo spirito di disillusione (tinta di misoginia) della storia. Cinque amici (interpretati, fra gli altri, da Jean Gabin e Charles Vanel, straordinari), uniti prima dalla povertà e poi da un’insperata vincita alla lotteria, abbandonano Parigi per ristrutturare un rudere sulle rive della Marna e trasformarlo in una guinguette (ristorante all’aperto). Inseguono un’utopia comunitaria che si disgregherà progressivamente fino a concludersi in tragedia per l’intrusione di una velenosa femme fatale (Viviane Romance). La prima parte del film, girata negli studi Pathé di Joinville, ha la leggerezza di una commedia popolare (con un incipit di straordinaria vivacità coreografica) che si accentua quando l’azione si trasferisce in una natura idilliaca (l’isola di Pisse-Vinaigre). Ma l’utopia di fraternità dei cinque amici è troppo fragile per resistere ad un crescendo accuratamente dosato di defezioni, sventure, incidenti che via via riducono il gruppo a due (Gabin e Vanel) e proprio durante la festa d’inaugurazione accade l’irreparabile.
Duvivier e Spaak riuscirono a persuadere il produttore Arys Nissotti a varare un film così amaro soltanto grazie all’appoggio di Gabin (al suo quarto film con Duvivier) ma dopo l’insuccesso commerciale dei primi giorni di proiezioni, Nissotti convinse Duvivier a girare alcune nuove sequenze e a rimontare l’ultima parte in modo da trasformarla in un lieto fine. Questo divenne definitivo dopo che il pubblico lo scelse in un sondaggio. Fino al 1960 La Belle équipe fu quindi distribuito in Francia con un finale ottimista (Duvivier e Spaak: “la stupidità di questa versione dove le immagini finali smentiscono tutto il resto del film”). Nel 1966 gli autori riacquistarono i diritti ma non si trovava più la copia originale. Poco prima di morire nel 1967, Duvivier, grazie alla Cinémathèque française, reperì una copia svizzera sottotitolata in tedesco la cui ultima bobina fu sostituita a quella imposta dal produttore. La versione edulcorata intanto era stata diffusa anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti mentre in Italia e in Germania il film era uscito nella versione originaria. Proprio grazie alla scoperta da parte dello storico Lenny Borger di un controtipo nitrato conservato dalla Cineteca Nazionale, è stato possibile effettuare il restauro della versione voluta dagli autori.

Roberto Chiesi

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato nel 2015 da Pathé a partire dal negativo camera nitrato e dal negativo colonna ottico di Christian Duvivier/Pathé, da un interpositivo nitrato e da un controtipo nitrato di CSC – Cineteteca Nazionale di Roma. Restauro in 4K eseguito presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.

Edizione2015
Versione del filmVersione francese con sottotitoli inglesi
Proiezioni
29 JUNE 2015[18:15]
Cinema Arlecchino
01 JULY 2015[09:00]
Cinema Arlecchino

Scheda Film

Verranno presentati i due diversi finali del film, di cui parla, fra gli altri, anche Raymond Chirat nel suo saggio su Duvivier apparso su Premier Plan (n.50, 1969): “(il film è) molto rappresentativo del 1936, carico di speranze per il Fronte Popolare: la sceneggiatura aveva tentato anche Jean Renoir e, quindici anni dopo, in uno degli episodi che compongono Sous le sol de Paris, Duvivier evocò nuovamente con nostalgia il clima crudele e allo stesso tempo spensierato di La belle équipe. Per realizzare questo soggetto, il regista dovette vincere molte resistenze, soprattutto quelle del produttore che non credeva al successo dell’opera, cosa che condusse al problema dei due finali proposti per il film. La prima versione, scritta e girata, vedeva Gabin uccidere Vanel per i begli occhi di Viviane Romance, conclusione a cui doveva giungere naturalmente il pessimismo del film. L’uscita sugli schermi parigini del settembre 1936 non fu un trionfo. Allora il produttore Arys Nissotti insorse contro la tristezza del finale e sollecitò Duvivier a girare un altro finale. Si vide dunque la ‘femme fatale’ cacciata, i due compagni che si abbracciano e la vicenda concludersi nelle canzoni della festa. Il pubblico parigino continuò a non gradire. Ma un cinema di La Varenne organizzò un referendum fra gli spettatori dopo aver presentato le due versioni: con 600 voti su 800 vinse la versione ‘rosa’. Si poté così vedere, per lunghi anni, Jean Gabin e Marcelle Geniat ballare il valzer alla musica di Maurice Yvain nelle ultime scene. Duvivier, che teneva malgrado tutto alla sua prima ispirazione, recuperò i diritti del film e ristabilì il vero finale, quello che si può vedere oggi quando il film viene proiettato”.

Copia proveniente da
Edizione1990
Versione del filmVersione originale
SezioneOriginali?