[FILM]
R.: Mihály Kertész. S.: dal poema di Antal Farkas. In.: Ozskar Beregi. P.: Phonix. L.: 224 m., D.: 13’ a 16 f/s. Frammento.
Storico delle edizioni
Si tratta dell’unico film ungherese di Mihály Kertész ancora esistente. Venne realizzato nella primavera del 1919, dopo lo scoppio della rivoluzione, a illustrazione di un poema di propaganda scritto da Antal Farkas e apparso il 26 marzo sul giornale socialista “Népszava”. Il testo del poema da cui è tratto il film appare nelle didascalie. Il film inizia con un ritratto di vita quotidiana di una famiglia composta da tre persone, in un ambiente tipicamente operaio: il padre legge, la madre cuce, il figlio li osserva. Improvvisamente la porta si apre per una folata di vento. La famiglia si mette in ascolto, aspettando l’arrivo di qualcuno. Ora vediamo il fratello dell’uomo che combatte al fronte, dove viene ferito e imprigionato. Sui muri del carcere una scritta: “Proletari di tutto il mondo, unitevi!”. Il fratello, evaso dal carcere, agita una bandiera e arringa la folla. La porta si apre di nuovo. Il fratello tanto atteso fa irruzione, mentre una folla di rivoluzionari marcia nelle strade. Ora la famiglia, in un ambiente borghese, guarda dalla finestra il corteo che sfila nella strada.
Un uomo invita i suoi connazionali alla rivolta, con la disperata forza del suo carattere, e riesce a spingerli alla ribellione. Ozskar Beregi sale su un colle, ferito, sofferente, con una bandiera stretta fra le mani e subito, come se spuntassero direttamente dalla terra ungherese, una folla di patrioti gli si forma attorno. I colori sono magnifici e l’eclettico Kertész non fa alcuna fatica ad adattarsi alla forma epica. Semplicità assoluta, dunque, e inquadrature che, nella durata più che negli angoli di ripresa o nella messa in scena, devono rendere il senso e la profondità dell’azione eroica scolpita nella Storia.