[FILM]

DORA BRANDES

Cast and Credits

35mm. L.: 1209m. D.: 68’ a 16 f/s.  R.: Magnus Stifter. S.: Louis Levy, Martin Jörgensen. In.: Asta Nielsen, Ludwig Trautmann.

Storico delle edizioni

Scheda Film

“La compagnia Saturn Akt.-Ges. ha inviato al giornale un invito per ‘Marmorhaus’ all’anteprima per la stampa dei primi due film della Asta Nielsen Series 1916/17. Anche qui un film drammatico e una commedia (Love’s ABC). Asta Nielsen recita la parte princi­pale in entrambi i film. Il dramma si intitola Dora Brandes ed è la storia di una donna che si innamora appassionatamente di un uomo e si dedica totalmente a lui – un giornalista – spianandogli la strada verso il trionfo in politica. A questo scopo utilizza il dena­ro che riceve da un vecchio ammiratore. Quando l’uomo si rende conto del sacrificio che sta facendo, la rifiuta e ciò sprofonda la donna in uno stato di instabilità che la porterà sempre più in bas­so, finché l’alcol la priverà delle ultime tracce della sua dignità”.

Anonimo, “Der Kinematograph”, Dusseldorf, 23 agosto 1916

Restauro realizzato da

Crediti di restauro

Copia positiva stabilita a partire da un negativo realizzato nel 1966

Edizione2007
Versione del filmDidascalie tedesche
SezioneASTA NIELSEN, IL LINGUAGGIO DELL’AMORE

Scheda Film

“Si osservino la linea dei suoi costumi, le stoffe sottili e lisce, i modelli semplici. Tutto ciò corrisponde alla natura piana e lineare della sua recitazione. Niente deve disturbare il ritmo della sua rappresentazione. Ecco allora il décolleté nelle scene drammatiche. Queste inquadrature dove la figura è ripresa dal collo in giù sembrano fatte apposta perché la vita dei sentimenti possa trovare espressione all’esterno. Si pensi ancora ai vestiti con solo un accenno di manica che mettono in risalto le sue braccia slanciate e riportano lo sguardo sempre alle mani che nel loro alternarsi di quiete e movimento corrispondono perfettamente all’espressione del viso.

I costumi semplici e privi di orpelli sono in rispondenza diretta con la piana sobrietà dell’espressione. Gli abiti per Asta Nielsen erano un elemento in cui il suo stile recitativo prendeva forma filmica. L’attrice manteneva una distanza minima tra dentro e fuori, la sua recitazione agiva direttamente sotto la superficie del suo apparire. Abiti ampli e sontuosi di taglio raffinato avrebbero solo coperto la sua performance. Così invece lo sguardo dello spettatore non rimane impigliato nel costume e giunge a scorgere la psiche del personaggio.

Molte settimane prima che iniziasse la lavorazione del film Asta Nielsen andava in cerca dei propri costumi. Al primo sguardo essi rivelano lo status sociale del personaggio. La sua collocazione sociale è il punto di partenza per modellare la figura femminile interpretata. Ma l’arte espressiva di Asta Nielsen andava oltre, faceva ‘vedere’: l’intima natura del personaggio non si dischiude, infatti, nell’apparenza esteriore. L’attrice mette in risalto l’elemento irriducibilmente individuale”. (Renate Helker, Kostüme, Körperbilder und Studioästhetik, in Wolfgang Jacobsen (Hg.), Babelsberg. Ein Filmstudio 1912-1992, 1992)

 

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Copia positiva stabilita a partire da un negativo del Gosfilmofond of Russia realizzato nel 1966

Edizione1999
Versione del filmDidascali e tedesche
SezioneDivine apparizioni: il divismo femminile in Europa Nascita e primi sviluppi di un sistema – gli anni Dieci e Venti