[FILM]
Scen.: O.F. Mauer. Int.: Alice Kempen (signorina Schröder). Prod.: Universum-Film AG (Kulturabteilung). 35mm. L.: 332 m. D.: 14’ a 20 f/s. Bn.
Una giornata intensa nel reparto di montaggio di una casa di produzione cinematografica berlinese. Una giovane ci mostra come si monta un film, utilizzando bisturi, forbici, colla per pellicola e una giuntatrice. Il suo lavoro richiede abilità e la massima attenzione. La ragazza deve affrettarsi per terminare il montaggio del nuovo ‘grande film di rivista’ per la prima di gala prevista per la sera stessa. Ancora un po’ ubriaca dopo una notte trascorsa fuori con il fidanzato, inserisce inavvertitamente spezzoni di cinegiornale. Così, al momento della proiezione, danzatori tribali prendono il posto delle Tiller Girls, le oche corrono all’indietro, una ballerina si tiene in equilibrio sulla testa e il cagnolino di Lil Dagover si trasforma in un ippopotamo. Iniziato come un documentario sull’arte del montaggio, Die Tragödie einer Uraufführung non è affatto una tragedia, bensì una commedia slapstick surreale. La sequenza del film nel film può essere letta come una parodia degli esperimenti dell’avanguardia francese con il montaggio, i trucchi e la discontinuità. Come in Entr’acte (1924); alla fine lo schermo viene distrutto: nel film dadaista di René Clair a distruggerlo sono gli attori, qui un pubblico inferocito.
Philipp Stiasny