[FILM]
R.: Anatol Litvak. S.: Anatol Litvak, Serge Véber, dalla pièce di Fernand Nozière. Dial. e liriche: Serge Véber. F.: Curt Courant. Mu.: Georges van Parys. Scgrf.: André Andrejew. In.: Harry Baur (Guillaume Vautier), Pierre Blanchar (Jean Trapeau), Paul Azaïs (Jacques), Alice Field (Hélène), Christiane Dor (Suzanne), Madeleine Guitty (mère d’Helene). Dir. Prod.: Simon Schffrin. P. Cipar-Films. L.: 2584 m., D.: 95’ a 24 f/s.
“Harry Baur (1880-1943) è stato un attore che ha calcato a lungo i palcoscenici parigini: con il suo fisico massiccio ma agile, la sua maschera capace di assumere una intensità violenta, ma anche raffinate significazioni ironiche, è stato interprete di innumerevoli pièces da teatro di boulevard, spesso nella parte dell’antagonista in amore, alla fine perdente.
Al cinema, a parte qualche incursione nel muto, si accostò solo agli inizi del sonoro, quando la sua voce ricca di vivaci inflessioni, gli poteva permettere di esprimere appieno le sue doti.
Cette vieille canaille, che i distributori italiani importarono ben sette anni dopo la sua uscita, con il titolo L’uomo senza tramonto, sfruttando il successo che l’attore stava riportando con film più recenti, è tratto da una fortunata commedia di Fernand Nozière, che Baur aveva recitato a lungo in teatro. E’ la malinconica vicenda di un chirurgo che s’innamora di una attricetta da circo alla quale ha salvato la vita. Ne sopporta capricci e tradimenti, ma quando questa gli preferisce un collega, allora dolorosamente rinuncia.
Splendidamente decorato da Andrejev, il film di Litvak si snoda silenzioso e rapido, ravvivato nei punti chiave dall’accattivante ridondanza del protagonista.
Da rilevare che nel 1934, in Italia, Carlo Ludovico Bragaglia ne fece una sua versione con Ruggero Ruggeri – la commedia era stata un suo cavallo di battaglia, 400 repliche! – nel ruolo che era stato di Baur”.
Vittorio Martinelli