[FILM]
T.ing.: White Illness; Sog.: dal dramma omonimo di Karel Čapek; Scen.: Hugo Haas; F.: Otto Heller; M.: Antonín Zelenka, Fannie Hurst; Scgf.: Štˇepán Kopecký; Mu.: Jan Branberger; Su.: Vilem Taraba; Int.: Hugo Haas (Dr. Galén), Zdenˇek Šteˇpánek (il maresciallo), Bedˇrich Karen (Prof. Sigelius), Václav Vydra (il barone Krog), Frantisek Smolík (il cittadino), Helena Frydlova (la moglie del cittadino), Ladislav Bohác (il figlio di Krog), Karla Oličová (la figlia del maresciallo), Jaroslav Prucha (Dr. Martin); Prod.: Moldavia Films 35mm. D.: 108’. Bn.
Storico delle edizioni
Tratto dal contemporaneo dramma di Karel Cˇapek, La peste bianca diretto dall’attore Hugo Haas, è un film emblematico d’un momento e d’una tensione ideale, dove, in un immaginario paese dominato da un dittatore assetato di guerre, si diffonde una misteriosa ‘lebbra bianca’.
Solo uno studioso sarebbe in grado di fornire il rimedio per combattere l’epidemia, ma, di profondi principi pacifisti, egli pone al dittatore una condizione: che rinunci alla guerra. Il popolo, anziché aiutarlo in questa richiesta di pace, si rivolta contro il saggio, lo uccide e ne deturpa il cadavere.
Quello di Haas era un film “le cui intenzioni oltrepassavano singolarmente i limiti d’uno spettacolo cinematografico… Opera coraggiosa, i cui meriti non sarebbero stati abbastanza sottolineati quando comparve sugli schermi” (René Jeanne, Charles Ford, Histoire encyclopédique du cinéma, S.E.D.E., Parigi 1953). Le sue conclusioni sconsolate riflettevano lo stato d’animo sconfortato di Cˇapek, che la sera di Natale del 1938, mentre il suo paese viveva gli ultimi mesi di indipendenza, moriva di crepacuore. Se la rappresentazione di La peste bianca sulle scene del Teatro Nazionale aveva suscitato attacchi della stampa berlinese, il film di Haas provocò addirittura un intervento diplomatico germanico presso il governo di Praga perché la censura vietasse l’opera.
Ernesto G. Laura, Storia del cinema cecoslovacco, in Il lm cecoslovacco, Edizioni dell’Ateneo, Roma 1960
Dal 1935 si sente l’imminenza dell’espansione nazista. I piccoli Stati confinanti con la Germania tremano, la pace mondiale è minacciata. È in questo contesto che Karel Čapek, il più grande scrittore ceco dell’epoca, scrive Bílá nemoc. Secondo l’autore il mondo è diviso in due campi, il primo predica il diritto, la democrazia, la pace e il rispetto per la vita, l’altro – al contrario – è votato alla tirannia, inumana e idealizzata, all’egemonia, all’espansione; si festeggia la violenza e l’uomo è ridotto alla condizione di oggetto. Nel suo film Haas interpreta l’eroe, il dottor Galén, che scopre un rimedio contro la peste bianca. L’opera teatrale e il film rappresentavano un serio avvertimento contro il pericolo di un’invasione nazista.
Luboš Bartošek, Le cinéma tchèque et slovaque, Ed. du Centre Pompidou, 1996
Crediti di restauro
Copia stampata dal negativo originale