[FILM]
Sog.: Leo McCarey. F.: George Stevens. M.: Richard Currier. Int.: Stan Laurel (Stanlio), Oliver Hardy (Ollio), James Finlayson (il cliente ostinato), Lyle Tayo (la prima cliente), Tiny Sandford (il poliziotto), Charlie Hall, Retta Palmer (i vicini). Prod.: Hal Roach per Hal Roach Studios. DCP. D.: 20’. Bn
Storico delle edizioni
Vendere alberi di Natale porta a porta nel bel mezzo dell’estate californiana può risultare alquanto complicato, ma non per Mr. Personality (Ollie), che ostenta superiorità con gesti plateali. È su un equilibrio delicatissimo di improvvisazione, espressioni facciali e ritmo serrato che si regge la baraonda di Big Business, meraviglioso triangolo di azione e reazione. La faida di Stanlio e Ollio con James Finlayson è un’escalation di vandalismo, ma è soprattutto una danza: un tango della distruzione basato sul classico principio del tit for tat (pan per focaccia), in cui il delirio comico vibra di violenza per culminare in un atto catartico che non prevede riconciliazione, soltanto un’ultima beffa. Per realizzare il film, Hal Roach acquistò una casa vuota appositamente per demolirla, alimentando per anni la leggenda – più volte smentita da Laurel – che fosse stata distrutta la casa sbagliata, quella di una famiglia in vacanza. Quel che è davvero leggendario è il double-take-and-fade-away di Finlayson, la reazione di sorpresa che di solito eseguiva con un’ampia rotazione del capo, l’occhio destro chiuso e il sopracciglio sinistro alzato. In Big Business eseguì la pantomima con tale violenza da sbattere la testa contro lo stipite della porta e perdere i sensi. Ed è in questa frenesia tragicomica che il film si svela come un autentico capolavoro, metafora di un’umanità che danza sulle sue stesse macerie.
Alessandro Criscitiello
Restaurato in 5K nel 2025 da Blackhawk Films presso il laboratorio Blackhawk Films, a partire da un duplicato negativo safety 35mm messo a disposizione da Library of Congress e da una copia safety 35mm della Bruce Lawton Collection usata per la ricostruzione di alcuni fotogrammi. Con il sostegno di Richard J. Meyer, Susan Harmon, Randy Haberkamp e The Film Preservation Society