[FILM]
Sog.: dal racconto From A to Z di Thomas Monroe e Billy Wilder. Scen.: Charles Brackett, Billy Wilder. F.: Gregg Toland. M.: Daniel Mandell. Scgf.: Perry Ferguson, McClure Capps. Mus.: Alfred Newman. Int.: Gary Cooper (prof. Bertram Potts), Barbara Stanwyck (Sugarpuss O’Shea), Oscar Homolka (prof. Gurkakoff), Henry Travers (prof. Jerome), S. Z. Sakall (prof. Magenbruch), Tully Marshall (prof. Robinson), Leonid Kinskey (prof. Quintana), Richard Haydn (prof. Oddly), Aubrey Mather (prof. Peagram). Prod.: Samuel Goldwyn per Samuel Goldwyn Productions, Inc. 35mm. Bn.
Storico delle edizioni
In questa parodia swing di Biancaneve e i sette nani, firmata da Wilder e Brackett, Barbara Stanwyck ha il nome delizioso di Sugarpuss O’Shea ed è una cantante di night e pupa del gangster che si installa nella dimora d’un gruppo di professori impegnati a redigere un’enciclopedia. Come già in Lady Eve, uscito lo stesso anno, Stanwyck è una dama navigata che inganna un uomo sessualmente ingenuo, per essere a sua volta sedotta dall’innocenza di lui. Qui a interpretare la vittima è Gary Cooper nei panni di Bertram Potts, timido lessicologo che la assume perché lei gli dia lezioni di slang. La regia di Hawks sceglie di non imporsi sulla sceneggiatura traboccante di parole di Brackett e Wilder, cocktail spumeggiante di gergo da strada e verbosità accademica, ma i professori – interpretati dalla crème de la crème dei caratteristi hollywoodiani – compongono una classica ‘famiglia’ hawksiana, tenuta insieme non dai legami del sangue ma da un linguaggio condiviso. Cantare era una delle pochissime cose che Stanwyck non sapeva fare, così in Drum Boogie, numero trascinante e sexy in cui si esibisce con l’orchestra di Gene Krupa, è doppiata da Martha Tilton. Ma sapeva ballare, come gioiosamente dimostra sia qui sia in Le stelle hanno paura di Wellman (1943), ed è già musica quel suo modo di camminare elastico e audace, una delle glorie del cinema. Mentre introduce gli anziani signori ai misteri della conga o spiega a Gary Cooper che cosa vuol dire yum-yum, Stanwyck ribolle di un’esuberanza incontenibile – non fatichiamo a credere che questa sia una donna che può far schizzare la temperatura di un uomo solo chinandosi su di lui per correggere la pronuncia di boogie-woogie. “Nessuno ci aveva mai provato col mio cervello”, ironizza Sugarpuss, ma nonostante le battute sulla sua mancanza d’istruzione, alla fine risulta sempre lei la più intelligente nella stanza. Wilder aveva grande rispetto per il talento e la disciplina di Stanwyck, diceva che potevi tirarla giù dal letto nel cuore della notte e lei non avrebbe sbagliato una battuta. Fu sempre lui a vedere quanto poteva essere pericolosa, e lo rivelò nel film che le avrebbe cambiato la carriera, Double Indemnity.
Imogen Sara Smith
Rivisitazione di Biancaneve e i sette nani diretta da Howard Hawks e scritta da Billy Wilder, Charles Brackett e Thomas Monroe, Ball of Fire non è propriamente un jazz film – nonostante una fulminante Drum Boogie cantata da Barbara Stanwyck (doppiata da Martha Tilton) con Gene Krupa e la sua orchestra (compreso Roy Eldridge alla tromba) – anche se fu poi rigirato come remake dallo stesso Hawks (A Song is Born, 1948), peraltro senza mai raggiungere la qualità dell’originale. Eppure dimostra in maniera convincente ciò che il jazz può fare per migliorare un film – soprattutto nel mondo di Howard Hawks, in cui perfino i soprannomi suggeriscono la complicità, il calore e il cameratismo dell’ambiente del jazz. I sette nani in questo caso sono sette professori ingenui e pedanti. Il gruppo, capeggiato da Gary Cooper e composto da una sfilza di comici rompiscatole come Oscar Homolka, S.Z. Sakall e Tully Marshall, è impegnato nella compilazione di un dizionario dello slang contemporaneo e finisce per affidarsi a una splendida cantante chiamata Sugarpuss O’Shea (Stanwyck), in fuga dalla polizia e dalla mafia. Tra gli altri interpreti vi sono Dana Andrews, Dan Duryea e Elisha Cook Jr., mentre il direttore della fotografia è Gregg Toland.Uno dei migliori studiosi di Hawks, Shigehiko Hasumi, ha osservato che “Nel mondo di Hawks, dove l’inversione, lo scambio e la ripetizione assicurano invariabilmente alle donne la posizione dominante, la questione principale è sapere chi controllerà le coincidenze e non si lascerà ingannare dalle somiglianze. In quasi tutti i casi, sono gli uomini a trovarsi in condizioni di inferiorità rispetto alle donne”, ed è soprattutto Stanwyck a trionfare nelle complicazioni comiche di Ball of Fire, dove l’inversione, lo scambio e la ripetizione sono usati come nella musica jazz.
Jonathan Rosenbaum