[FILM]

AŽ PŘIJDE KOCOUR

Cast and Credits

Sog.: Vojtěch Jasný. Scen.: Jiří Brdečka, Vojtěch Jasný, Jan Werich. F.: Jaroslav Kučera. M.: Jan Chaloupek. Scgf.: Oldřich Bosák. Mus.: Svatopluk Havelka. Int.: Jan Werich (castellano Oliva/mago), Emilie Vašáryová (Diana), Vlastimil Brodský (maestro Robert), Jiří Sovák (direttore Karel), Vladimír Menšík (bidello), Jiřina Bohdalová (maestra Julie), Karel Effa (Janek), VlastaChramostová (Marjánka), Alena Kreuzmannová (pettegola), Stella Zázvorková (Růžena, moglie del direttore). Prod.: Filmové studio Barrandov. DCP. D.: 105’. Col.

Storico delle edizioni

Scheda Film

Scoperto nel 1963 dal 16° Festival di Cannes, Až přijde kocour di Vojtěch Jasný fu considerato uno dei principali eventi di quell’edizione. Anche se non ricevette il premio più importante (la Palma d’Oro andò a Il Gattopardo di Visconti), il film vinse ben tre riconoscimenti, tra cui il Premio Speciale della Giuria. Il nome di Vojtěch Jasný non era sconosciuto al festival. Il regista vi aveva partecipato nel 1959 con Touha (Desiderio), un film antologico in cui le diverse storie corrispondono tematicamente alle quattro stagioni. Il ‘quartetto della vita umana’ era stato girato in bianco e nero e in formato Academy. Až přijde kocour fu invece il primo film a colori e panoramico di Jasný, che usò il colore non per creare un’imitazione meccanica della realtà ma per donarle un ulteriore livello di senso e amplificare il messaggio dell’opera. Questo utilizzo era incoraggiato dal genere: un fiaba moderna con elementi satirici e morali. Il ‘personaggio’ chiave è un gatto magico, il cui sguardo fa sì che le persone cambino colore a seconda delle loro qualità e delle loro azioni. I bugiardi diventano viola, i ladri grigi, gli infedeli gialli e gli innamorati rossi. Quando il film uscì, gli spettatori e la critica diedero per scontato che la colorizzazione fosse frutto di procedimenti chimici. Era vero solo in parte. L’effetto fu perfezionato dai costumi e dalle maschere degli attori, nonché dalla fotografia di Jaroslav Kučera, il cui talento emerge anche nelle scene meno spettacolari, quando sottolinea la bellezza della campagna ceca e la grazia fotogenica della città di Telč (il cui centro storico in stile rinascimentale è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO). Con questo film Jasný confermò il proprio lirismo, che sapeva unire ricordi d’infanzia e allegoria sociale. L’eccellente cast ceco è dominato da Jan Werich in un doppio ruolo: quello del castellano/narratore e quello del mago/proprietario del gatto magico. L’attore si distinse per l’impegno politico e civile e fu un elemento di disturbo per il regime totalitario.

Tomáš Hála

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K da Národní filmový archiv con il sostegno di Milada Kučerová, Eduard Kučera e del Karlovy Vary International Film Festival, a partire da elementi conservati da Filmoteka Narodowa – Instytut Audiowizualny e Nemzeti Filmintézet Magyarország

Edizione2022
Versione del filmVersione ceca con sottotitoli inglesi
SezioneRitrovati e Restaurati
Proiezioni
27 GIUGNO 2022[21:30]
Cinema Lumière – Sala Scorsese
02 LUGLIO 2022[14:30]
Cinema Lumière – Sala Scorsese

Scheda Film

Scoperto nel 1963 dal 16° Festival di Cannes, Un giorno, un gatto di Vojteˇch Jasný fu considerato uno dei principali eventi di quell’edizione. Anche se non ricevette il premio più importante (la Palma d’Oro andò a Il Gattopardo di Visconti), il film vinse ben tre riconoscimenti, tra cui il Premio Speciale della Giuria. Il nome di Vojteˇch Jasný non era sconosciuto al Festival. Il regista vi aveva partecipato nel 1959 con Touha (Desiderio), un film antologico in cui le diverse storie corrispondono tematicamente alle quattro stagioni. Il ‘quartetto della vita umana’ era stato girato in bianco e nero e in formato Academy. Un giorno, un gatto fu invece il primo film a colori e panoramico di Jasný, che usò il colore non per creare un’imitazione meccanica della realtà ma per donarle un ulteriore livello di senso e amplificare il messaggio dell’opera. Questo utilizzo era incoraggiato dal genere: un fiaba moderna con elementi satirici e morali. Il ‘personaggio’ chiave è un gatto magico, il cui sguardo fa sì che le persone cambino colore a seconda delle loro qualità e delle loro azioni. I bugiardi diventano viola, i ladri grigi, gli infedeli gialli e gli innamorati rossi. Quando il film uscì, gli spettatori e la critica diedero per scontato che la colorizzazione fosse frutto di procedimenti chimici. Era vero solo in parte. L’effetto fu perfezionato dai costumi e dalle maschere degli attori, nonché dalla fotografia di Jaroslav Kucˇera, il cui talento emerge anche nelle scene meno spettacolari, quando sottolinea la bellezza della campagna ceca e la grazia fotogenica della città di Telcˇ (il cui centro storico in stile rinascimentale è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO). Con questo film Jasný confermò il proprio lirismo, che sapeva unire ricordi d’infanzia e allegoria sociale. L’eccellente cast ceco è dominato da Jan Werich in un doppio ruolo: quello del castellano/narratore e quello del mago/proprietario del gatto magico. L’attore si distinse per l’impegno politico e civile e fu un elemento di disturbo per il regime totalitario.

Tomáš Hála

Edizione2013
Versione del filmVersione ceca con sottotitoli inglesi
SezioneL’emulsione conta: Orwo e Nová vlna (1963-1968)