[FILM]
T. it.: L’abisso; Scen.: Peter Urban Gad; F.: Alfred Lind; Int.: Asta Nielsen (Magda Vang), Robert Dinesen (Knud Svane, il fidanzato), Poul Reumert (Rudolph Stern, il cowboy del circo), Hans Neergaard (il padre di Magda), Emilie Sannom (il trapezista), Arne Weel (un ospite in giardino), Oscar Stribolt (un cameriere), Hulda Didrichsen; Prod.: Hjalmar Davidsen per Kosmorama 35mm. L.: 630 m. D.: 35’ a 16 f/s. Bn.
Storico delle edizioni
“Dal punto di vista artistico, l’impatto drammatico del cinema è accentuato soprattutto dai gesti, dai movimenti, dalla danza e dagli strumenti della pantomima. Questi potrebbero essere gli elementi che hanno contribuito al successo sensazionale del film drammatico Afgrunden che sta registrando il tutto esaurito ad ogni proiezione presso il Palasttheater di Dusseldorf. Molti sono convinti che si tratti dell’evento teatrale dell’anno, così l’opinione pubblica è costretta almeno a considerare questo aspetto. Ma veniamo al punto: prima di tutto, bisogna dichiarare che il lato più sensazionale di questo dramma riguarda un altro terreno. Finora ho sempre creduto che un limite fosse una linea e che una linea fosse qualcosa di astratto che avesse a che fare con la geometria. Ma dopo aver visto la danza del gaucho in Afgrunden ho dovuto rivedere la mia opinione. Esiste un confine, concreto e tangibile. Ed è su questo confine, mille volte più sottile di un finissimo capello, che Asta Nielsen, nel ruolo di Magda, danza la sua sventurata e disastrosa passione per l’artista Rudolph”.
Anonimo, “Der Kinematograph”, Dusseldorf, 14 dicembre 1910
Crediti di restauro
Copia restaurata digitalmente
Questa versione di Afgrunden è frutto di un restauro digitale. L’inserimento di una parte di film proveniente dalla Svezia ha migliorato enormemente la qualità della sequenza centrale, quella della danza erotica. Il restauro si basa su una copia di conservazione 35mm proveniente dal Danish Film Institute e su un frammento scoperto negli anni ’80 presso lo Swedish Television Archive, probabilmente un taglio di censura. I due elementi sono stati digitalizzati a una risoluzione di 2K e poi combinati in modo da inserire 746 fotogrammi dal frammento svedese, di qualità migliore, di cui 48 non erano presenti nella copia di conservazione. La pellicola è stata sottoposta a restauro digitale con stabilizzazione dell’immagine, de-spotting e riparazione manuale, e anche se le sue condizioni restano ancora non ottimali, si è scelto un intervento di pulitura che non comportasse l’inserimento di artefatti digitali o la ricolorazione di ampie sezioni del film.
Thomas C. Christensen – Danske Filmmuseum
Crediti di restauro
Copia restaurata digitalmente nel 2004