[FILM]
Sog.: dal romanzo Jewel: a Chapter in Her Life (1903) di Clara Louise Burnham. Scen.: Doris Schroeder, Lois Weber. F.: Benjamin H. Kline. Scgf.: E.E. Sheeley. Int.: Jane Mercer (Jewel), Claude Gillingwater (suo nonno), Eva Thatcher (signora Forbes), Frankie Raymond (Madge), Jacqueline Gadsdon (Eloise), Robert Frazer (Dr. Ballard). Prod.: Universal Pictures Corporation (Universal-Jewel). 35mm. L.: 135 m (frammento; l. orig.: 1929 m). D.: 6’ a 20 f/s. Bn
Storico delle edizioni
A Chapter in Her Life, uscito nel settembre 1923, segnò il ritorno di Lois Weber alla regia dopo il suo capolavoro The Blot (1921). Nel frattempo aveva soggiornato a lungo in Europa e divorziato dal marito nonché collaboratore di lunga data Phillips Smalley. Con Jewel (1915) Weber aveva già adattato una prima volta per lo schermo il bestseller di Clara Louise Burnham. Pur godendo del massimo sostegno della Universal, secondo Shelley Stamp, esperta di Weber, A Chapter in Her Life “non fu un successo. La critica elogiò la regia […] ma trovò la tematica non al passo con i tempi” (Lois Weber in Early Hollywood, University of California Press, 2015). Weber non avrebbe diretto altri film fino a The Marriage Clause (Sei tutta la mia vita, 1926). A Chapter in Her Life esiste oggi in forma (più o meno) completa, anche se in riduzioni 16mm di qualità inferiore. Due soli brevi frammenti provenienti da una copia di distribuzione svizzera sono da considerarsi ciò che rimane del formato 35mm originale.
Oliver Hanley
Frammento del film di Weber A Chapter in Her Life (1923) sulle vicissitudini di una giovane che tenta di redimere una famiglia afflitta dall’alcolismo. Tornata alla Universal dopo il fallimento della propria casa di produzione, Weber scelse di riadattare il bestseller del 1903 di Clara Louise Burnham a favore del Cristianesimo scientista, che aveva già portato sullo schermo nel 1915 con il film Jewel. Alcuni critici lamentarono “la tematica stucchevole alla Pollyanna” (“Variety”), ma Marcia Landy vi vede una straordinaria descrizione della vita domestica e dell’interiorità. “Ciò che vediamo in A Chapter in Her Life è un mondo borghese ermetico incentrato su una femminilità imprigionata, ove la fiaba e la fantasia servono a ritrarre l’insoddisfazione emotiva” (Marcia Landy, 1923: Movies and the Changing Body of Cinema, in American Cinema of the 1920s: Themes and Variations, a cura di Lucy Fischer, Rutgers University Press, 2009).