PROIEZIONE

YOUNG MAN WITH IDEAS

YOUNG MAN WITH IDEAS

In questa proiezione

YOUNG MAN WITH IDEAS

Cast and Credits

Scen.: Arthur Sheekman. F.: Joseph Ruttenberg. M.: Frederick Y. Smith. Scgf.: Cedric Gibbons, Arthur Lonergan. Mus.: David Rose. Int.: Glenn Ford (Maxwell Webster), Ruth Roman (Julie Webster), Denise Darcel (Dorianne Gray), Nina Foch (Joyce Laramie), Donna Corcoran (Caroline Webster), Ray Collins (Edmund Jethrow), Mary Wickes (Mrs. Gilpin), Bobby Diamond (Willis Gilpin). Prod.: Gottfried Reinhardt, William H. Wright per Metro- Goldwyn-Mayer Corp.

Scheda Film

L’ultimo film rilevante di Mitchell Leisen, e uno dei due realizzati per la MGM (l’altro è Il dubbio dell’anima, spesso sottovalutato ma non privo di meriti), racconta la storia di un efficiente e modesto avvocato del Montana (Glenn Ford) che, incoraggiato dalla moglie opprimente (una Ruth Roman un po’ traballante), trasferisce la famiglia a Los Angeles. Hanno sentito dire che lì tutti giocano a tennis e che nelle case non si costruiscono più dispense ma piscine. E nuotare dovranno davvero, per non affogare in un mare di piccoli e umilianti disastri. Incapace di trovare lavoro, Ford si ritrova suo malgrado coinvolto con femme fatale e bische clandestine. Accusato di un reato grave, deve mettere a frutto la sua conoscenza della legge per difendersi, e la timida franchezza di Ford, insieme alla sua insicurezza appena percettibile, è un piacere da vedere. C’è molto da ammirare nel modo in cui il film passa con disinvoltura dall’imbarazzante al comico, dai momenti rivelatori a quelli drammatici. Come Darling, How Could You!, è costruito intorno a incontri nati da malintesi e illusioni. Los Angeles è una città di apparenze, i cui abitanti sembrano vivere in uno stato di perenne sospensione: un’aspirante starlet francese con una stola di visone ancora da pagare; una famiglia in attesa che la propria fotografia compaia sulla copertina di una rivista; una madre che sogna una carriera da attore famoso per il figlio, un ragazzino che per tutto il film non pronuncia una sola parola. Manny Farber, elogiando lo stile allegramente sadico del film e il suo umorismo dal ritmo impeccabile, osservò che esso “stana senza pietà quegli stessi trabocchetti che suscitano negli sprovveduti indignazione, imbarazzo, comportamenti ossessivi o distruttivi”. Come spesso accade nei film di Leisen, i riferimenti sessuali aggirano con grazia il Codice Hays: Ford, per esempio, rinuncia a far l’amore con la moglie alle 4.20 del mattino perché pensa all’imminente orario d’ufficio, quando in realtà è semplicemente troppo pigro per spostarsi da un letto all’altro. La scena assume il valore di un’allusione ironica alla norma del Codice che prescriveva letti separati per i coniugi.

Ehsan Khoshbakht

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