Scheda Film
L’apparizione di Henry Fonda nel varietà di Broadway New Faces, nel 1934, lo fece notare a Hollywood e gli procurò un buon contratto con il neo-produttore indipendente Walter Wanger. Girò voce che la commedia politica The President Vanishes sarebbe stata il suo primo film. Poi però tornò a Broadway dove interpretò un altro successo che fu rapidamente adattato per lo schermo e divenne il suo film d’esordio: The Farmer Takes a Wife (1935). Negli anni successivi Wanger, formidabile uomo del New Deal, orchestrò la carriera di Fonda, la cui prima fase si concluse nel 1937: diretto da Fritz Lang in piena autonomia artistica (grazie a Wanger), You Only Live Once presenta Fonda e Sylvia Sidney nel ruolo di una coppia in fuga intrappolata dalle forze sociali e dal destino.
I brividi suscitati dal film percorrono i ricordi cinematografici di James Baldwin nel saggio autobiografico del 1976 The Devil Finds Work: “All’epoca di You Only Live Once Lang si era ormai ambientato negli Stati Uniti. Non conseguì mai più risultati così brillanti. La premessa di You Only Live Once è che l’ex detenuto Eddie Taylor vuole ‘rigare diritto’, ma la società non gli perdona il suo passato e non gli permette di redimersi. […] Possiamo difenderci dall’accusa che Lang lancia alla gente senza volto di cui è fatta la società, tanto disponibile alle cerimonie pubbliche quanto assente da quelle private, ma siamo indifesi di fronte alla riflessione sulle conseguenze di quella condotta, l’isolamento e la sventura dei due amanti. […] In una scena magnifica Fonda cammina avanti e indietro nella misera stanza d’albergo come era solito fare in cella e poi si ferma davanti alla finestra per ascoltare la banda dell’Esercito della Salvezza, che canta If you love your mother, meet her in the skies. Non riesco a immaginare un americano bianco capace di usare così concisamente una banalità quasi comica per cogliere una disperazione tanto profonda. La sincera indignazione che caratterizza il film è una qualità destinata a scomparire presto dal cinema americano, e a ritrovarsi gravemente minacciata nella società americana. In un certo senso negli anni Trenta eravamo tutti negri. […] C’è una scena in cui Fonda sussurra a Sidney, attraverso il vetro del carcere, ‘Procurami una pistola’. Sidney dice ‘Non posso procurarti una pistola. Ucciderai qualcuno!’. E lui, ‘Cosa pensi che faranno, a me?’. Questo potevo capirlo: era la vera domanda. Con quella domanda io ci vivevo”.
Alexander Horwath