Scheda Film
L’unico film di George Stevens alla MGM, e uno dei suoi più irresistibili, è un Alice Adams al contrario: la storia di un uomo snobbato dal mondo cui appartiene la donna che ama. L’idea della relazione tra un’opinionista politica femminista e il collega cronista sportivo era di Ring Lardner Jr. (destinato a diventare di lì a poco uno dei Dieci di Hollywood), che pensando al proprio padre giornalista sportivo e all’opinionista politica Dorothy Thompson aveva in mente una versione intellettuale della Bisbetica domata. La sceneggiatura scritta con Michael Kanin valse ai due un Oscar. È un film sugli echi della Seconda guerra mondiale che si fanno sentire in America ancor prima dell’inizio dei combattimenti. La politica internazionale si insinua perfino nel talamo nuziale: in casa un bambino rifugiato, in camera da letto un antifascista in fuga. Se in Woman of the Year l’immagine della guerra è apolitica è senz’altro perché le riprese si conclusero prima dell’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, anche se il film esordì sugli schermi due mesi dopo, nel febbraio del 1942. Sagace e disinvolto, Stevens interpreta la maggior parte delle scene come un film muto, concentrandosi sull’orchestrazione dei corpi e degli sguardi con un senso del ritmo implacabile, come nella splendida sequenza della cucina (la cosa più alla Stanlio e Ollio in un film di Stevens), finale alternativo escogitato dal regista quando il finale originale – che prevedeva per Tess una punizione più blanda – non fu accolto troppo bene dal pubblico. La scena, uno dei massimi esempi di ritmo e coordinazione degli attori, è sia un invito alla vita domestica, sia una parodia della stessa. Se il messaggio è spaventosamente datato, perfino per il 1941, la performance sempre attuale di Tracy e Hepburn lo fa sembrare un gioco tra loro due, trasformandolo in un film sul loro primo incontro e su un amore destinato a durare fino alla morte di Tracy. Per tutto il film i due attori irradiano amore e reciproca ammirazione: anche quando lui dispensa sorrisi a labbra strette e occhiatacce stevensiane, anche nella famigerata cucina.
Ehsan Khoshbakht
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