Scheda Film
Può essere difficile valutare fino a che punto Melvin Van Peebles abbia plasmato il cinema black, e forse è ancor più difficile misurare la sua influenza sugli artisti afroamericani in generale. Van Peebles è diventato una leggenda e il suo successo è stato visto come una testimonianza di tenacia e fiducia in se stessi. Come minimo Van Peebles rappresenta uno sguardo indipendente e pionieristico che ha costretto gli studios di Hollywood a prendere coscienza di un nuovo approccio alla rappresentazione cinematografica degli afroamericani […]. Fin dal suo titolo Watermelon Man provoca una reazione che attinge alla storia razziale americana e agli stereotipi afroamericani. Sceneggiato come una commedia dallo scrittore bianco Herman Raucher, il film intendeva proporre uno sguardo satirico sul presunto progressismo della concezione borghese di eguaglianza. Nel film è evidente la sensibilità di regista indipendente di Van Peebles. Anche se Watermelon Man ha le sue finezze, Van Peebles – che è sia regista, sia autore delle musiche – punta costantemente alla satira attraverso una pesante sperimentazione visiva e sonora. La trama si incentra su un assicuratore bianco della classe media di nome Jeff Gerber (Godfrey Cambridge, all’inizio truccato da bianco). Fanatico razzista e sessista dichiarato, Gerber un mattino si sveglia e scopre di essere diventato nero […]. L’elemento più memorabile del film è l’interpretazione di Cambridge. Chiamato a sfoderare un umorismo fisico e verbale, insieme al pathos di un uomo emotivamente perduto, Cambridge offre un’interpretazione sempre smagliante in un ruolo piuttosto enigmatico. Per quanto riguarda le specifiche scelte registiche […], una di queste riguarda la metafora visiva del ‘nero che corre’ […]. L’immagine del ‘nero che corre’ ha sia un significato storico (la fuga dalla schiavitù verso la libertà), sia un significato politico (i neri che fuggono dall’egemonia razziale) e serve efficacemente a rivelare i fardelli imposti ai neri da un sistema che non smetterà mai di qualificare e punire il loro essere neri.
Melvin Donaldson, Black Directors in Hollywood, University of Texas Press, Austin 2003
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