PROIEZIONE

TONI e due corti Gaumont

TONI e due corti Gaumont

In questa proiezione

TONI

Cast and Credits

Scen.: Jean Renoir, Carl Einstein. F.: Claude Renoir. M.: Marguerite Renoir, Suzanne de Troeye. Scgf.: Léon Bourrely. Mus.: Paul Bozzi. Ass. regia: Luchino Visconti. Int.: Charles Blavette (Antonio ‘Toni’ Canova), Jenny Hélia (Marie), Célia Montalvan (Josépha), Edouard Delmont (Fernand), Max Dalban (Albert), Andrex (Gaby), Michel Kovachevitch (Sébastian), Paul Bozzi (chitarrista). Prod.: Marcel Pagnol per Films d’aujourd’hui. DCP 4K. D.: 84’. Bn.

Scheda Film

GAUMONT CHRONOCHROME 1912

Quando gli storici rivali della Pathé Frères raggiunsero un livello di perfezione meccanica e una larghissima diffusione nella colorazione a pochoir, nello stesso momento in cui i film in Kinemacolor della Natural Colour Kinematograph Company di Charles Urban facevano la loro clamorosa apparizione, la Gaumont cominciò a lavorare seriamente a un suo sistema di film a colori. Il risultato, detto Chronochrome (ma anche Trichromie, Gaumontcolor o semplicemente cinématographie en couleurs) venne brevettato nel febbraio 1911 ed ebbe la sua première a Parigi il 15 novembre 1912. Sofisticato sistema additivo a tre colori, compreso quel blu che mancava al Kinemacolor, il Chronochrome creava sullo schermo colori che ben si meritavano l’appellativo di ‘naturali’: sono semplicemente meravigliosi, e le immagini non presentano alcuna sbavatura: cinepresa e proiettore erano entrambi attrezzati con tre lenti, per registrare simultaneamente tre immagini, ciascuna esposta a un diverso filtro colorato. In proiezione, le tre immagini si riunivano sullo schermo a formare un’unica immagine a colori, di elegante formato panoramico. (L’altezza ridotta del fotogramma rendeva più semplice ottenere la necessaria tripla velocità di proiezione di 48 f/s, ma anche così sembra che gli strappi e l’usura delle copie, dovuti a un trascinamento troppo rapido, fossero un vero problema). Per arrivare a un buon risultato, le complicate apparecchiature dovevano essere costantemente ritarate durante la ripresa e la proiezione, e nonostante lo splendore dei colori il sistema non ebbe mai una vera diffusione commerciale e, per tutto il suo breve periodo di vita, rimase un esperimento. I documenti sul Chronochrome oggi accessibili sono molto scarsi, e non disponiamo di cifre sicure né sui film realizzati né su quelli sopravvissuti. La Kodak acquistò i diritti per gli Stati Uniti nel luglio 1913; il solo materiale di cui oggi abbiamo la fortuna di disporre sono copie con didascalie inglesi dalla George Eastman House inviati da Leon Gaumont a George Eastman, probabilmente nel 1912-1913. Verreries de Venise, Fleurs e Fruits sono vues tournantes, chiaramente realizzate per dimostrare la spettacolare qualità nella resa dei colori; Deauville-Trouville la plage et le front de mer, Enghien-des Bains, Venise la reine de l’Adriatique e La Grece pittoresque sono panorami, ovvero travelogues, genere che più di tutti chiede a gran voce il colore come anche la presentazione dei cappelli di ultima moda parigina.

Mariann Lewinsky

Il restauro è stato realizzato a partire dalla scansione di copie positive nitrato d’epoca bianco e nero originali. Le scansioni 6K sono state eseguite alla George Eastman House a Rochester dove le copie sono conservate. Una volta eseguita la scansione, si è proceduto con la separazione dei 3 fotogrammi secondo la corrispondenza di colore del filtro originale. In digitale i tre filtri blu, verde e rosso sono stati poi associati alle relative densità. Le sequenze di fotogrammi con il filtro di colore applicato sono stati sovrapposti e un più preciso allineamento dell’immagine è stato applicato manualmente. Il restauro è stato effettuato presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata nel 2019.

La presentazione del programma Gaumont Chronochrome 1912 è parte del progetto A Season Of Classic Films che prolunga le celebrazioni dell’European Year of Cultural Heritage 2018 ed è sostenuto da Creative Europe.

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2019 da Gaumont in collaborazione con CNC – Centre national de la cinématographie et de l’image animée presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata

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