Scheda Film
Una bella donna (Geraldine Fitzgerald), un uomo d’affari apparentemente rispettabile (Sydney Greenstreet) e un criminale da due soldi (Lorre) si incrociano a Londra mentre il Capodanno cinese è alle porte: tre estranei nella notte, grandi quantità di tabacco e di alcolici. Sotto luci tremolanti e al cospetto della dea cinese Kwan Yin – che in questa particolare notte esaudirà i desideri di tre estranei – la donna propone di giocare in società alle corse di cavalli. “E prima che il film si concluda e la gara inizi, i fili dei loro destini si intrecciano e si dipanano in modo sorprendente. Falsità e violenze complicano la loro sorte, ma il Fato – mistero imperscrutabile – assesta l’ultimo colpo. Il tema del film è questo. Mai così irragionevole da essere del tutto incredibile ma ovviamente costruito come una finzione, costituisce uno spettacolo seducente, e raggiunge qualche punta di fascino in alcune delle sue scene cruciali. Naturalmente ci poniamo seriamente la domanda se a intervenire, più che la mano del Fato, siano le abili mani degli sceneggiatori, John Huston e Howard Koch, che tirano le fila. Propendiamo francamente per la seconda ipotesi” (Bosley Crowther, “The New York Times”, 23 febbraio 1946).
Questo noir grigiastro è una delle rare occasioni per vedere Lorre e Greenstreet in ruoli da protagonisti; furono fianco a fianco in nove film in tutto (compresi alcuni classici come Il mistero del falco o Casablanca), dove eccelsero soprattutto come caratteristi. Lorre offre qui una delle sue interpretazioni hollywoodiane più ricche di sfumature, ma l’eleganza del film è anche un omaggio al talento del regista, Jean Negulesco, il quale dichiarò che Lorre era uno dei suoi attori preferiti in assoluto. Dopo l’altrettanto elegante La maschera di Dimitrios e il mediocre I cospiratori (un plagio di Casablanca), Three Strangers sarebbe stata la loro terza e ultima collaborazione.
Frederik Lang