Scheda Film
Dopo un periodo insoddisfacente alla Paramount, nel 1939 Raoul Walsh firmò un contratto con la Warner e inaugurò una magnifica serie di film che si sarebbe protratta per tutto il decennio successivo. Adattato da un racconto del pittoresco giornalista Mark Hellinger (che produsse anche il film e che intratteneva rapporti d’amicizia con vari famigerati contrabbandieri), The Roaring Twenties segue l’archetipo narrativo dell’ascesa e della caduta. L’ex soldato Eddie Bartlett (James Cagney) sfrutta le nuove leggi sul proibizionismo per accumulare una fortuna, ma – come suggerisce il titolo – il film non è tanto la storia di un uomo quanto la storia di un’epoca.
Inizia con la difficile situazione dei veterani che tornano dalla Grande guerra e si ritrovano scartati dalla società; raffigura poi la diffusione del crimine, della corruzione e dell’ipocrisia facilitati dal proibizionismo; e culmina con il crollo di Wall Street nel 1929. The Roaring Twenties è la cronaca di una società in tumulto. Walsh descrive il contesto sociologico attraverso montaggi rapidi che mantengono il ritmo serrato. Questo stile dinamico e la vivida evocazione di una particolare atmosfera sarebbero diventati i tratti distintivi della regia di Walsh, mentre le ombre marcate utilizzate dal direttore della fotografia anticipano lo sviluppo successivo del noir.
Walsh popola il suo film di personaggi vividamente delineati e ottiene dalle sue star interpretazioni che si avvicinano alle migliori della loro carriera. Humphrey Bogart è glaciale nei panni dello spietato contrabbandiere che non permette a nessuno di ostacolarlo e a volte uccide solo per soddisfare i suoi oscuri impulsi; quando lo incontriamo per la prima volta, nelle trincee, sta sparando a un tedesco quindicenne prima di dichiarare con gioia “Non arriverà ai sedici”, e la sua reazione quando s’imbatte nel suo ex sergente in abiti civili è il momento più brutale del film. Cagney, nel ruolo di Eddie, è magnifico. Il ruolo è cucito su misura per il suo atteggiamento battagliero e la sua parlantina scattante, ma la sua interpretazione assume una dimensione tragica quando il personaggio si trasforma da criminale intraprendente a biascicante ubriacone senza speranza. Gli anni Venti lo hanno creato e lo hanno distrutto: “Un tempo era un pezzo grosso”.
Philip Concannon