Scheda Film
Anche se la Republic impiegò ripetutamente molti registi – John H. Auer, Allan Dwan, R.G. Springsteen, William Witney, George Sherman, Lesley Selander – nessuno girò tanti film per gli studios come Joseph Kane. The Plunderers segnò la prima incursione nel colore per Kane e per l’esperto operatore della Republic Jack A. Marta. Insieme seppero sfruttare al meglio il nuovo procedimento a due colori (rosso e blu) degli studios. La tecnologia Trucolor, sviluppata come alternativa economica al Technicolor, era ancora agli inizi quando fu girato il film. Era perciò instabile, soprattutto nel bilanciamento del bianco, e in The Plunderers tra la notte e il giorno non sembra esserci soluzione di continuità. Tutti i bianchi e i colori chiari (le camicie, i volti) appaiono in risalto, assumendo una qualità eterea e creando un contrasto immediato con la natura più sporca e rozza del tipico western, tanto che il risultato dà l’impressione di appartenere a un genere tutto suo. Fatta eccezione per le anomalie del colore, The Plunderers potrebbe sembrare un western convenzionale con prostitute e cattivi in fuga, ma si trasforma gradualmente in qualcosa di diverso. I rapporti tra i quattro personaggi principali (interpretati da Rod Cameron, Forrest Tucker, Ilona Massey e Lorna Gray) passano in primo piano e mostrano una maturità e un’intensità inattese. Uomini e donne vivono le loro relazioni su un piano di parità, cosa generalmente rara sullo schermo e tanto più in un western. A mano a mano i tratti semplicisticamente buoni o cattivi dei personaggi svaniscono per essere sostituiti da una più complessa e ricca sinergia tra le varie componenti.
Gina Telaroli