Scheda Film
The Mad Dog of Europe, o come il nazismo infiltrò l’industria cinematografica americana: il lato oscuro di Hollywood. Nel 1932 Herman J. Mankiewicz, che un anno più tardi sarebbe diventato celebre per la sceneggiatura di Quarto potere, scrisse The Mad Dog of Europe, un copione visionario che denunciava la minaccia rappresentata da Hitler. Tra pressioni diplomatiche e interessi economici, gli studios hollywoodiani preferirono tacere e seppellire il progetto. Contrariamente all’idea che la minaccia nazista sarebbe stato compresa solo più tardi, alcuni osservatori – giornalisti, intellettuali, artisti – ne colsero molto presto la pericolosità: questo film rende loro omaggio. La storia di questo progetto mai realizzato di Mankiewicz sembra rimandare alle fratture sempre più minacciose del nostro tempo, in cui anche l’inazione è diventata un atto politico. Attraverso questa vicenda, il documentario interroga la responsabilità politica, morale e artistica di fronte all’ascesa del razzismo, offrendo una lettura illuminante di come il silenzio, la prudenza o l’interesse economico possano ritardare la presa di coscienza, e con essa, forse, ciò che si cristallizza in una parola: rivolta. Al di là del destino particolare di questo film mai realizzato, il documentario – che intreccia materiali d’archivio e testimonianze – Nick Davies, Ben Mankiewicz, Sydney Stern, Thomas Doherty – offre un ritratto conflittuale di Hollywood e ripercorre l’ondata di antisemitismo che colpì gli Stati Uniti, anche all’interno dell’industria cinematografica.
Bruno Deloye