PROIEZIONE

THE HIGH SIGN / COPS / THE KID

THE HIGH SIGN / COPS / THE KID

In questa proiezione

THE KID

Cast and Credits

R., S.: Charles Chaplin. F.: Rollie Totheroh. C.: Charles Chaplin. In.: Charles Chaplin (il vagabondo), Jackie Coogan (il monello), Edna Purviance (la madre), Carl Miller (L’artista), Tom Wilson (il poliziotto), Chuck Reisner (il “cattivo” del quartiere), Albert Austin (il ladro), Henry Bergman (il padrone dell’ospizio), Lita Grey (l’angelo), Nellie Bly Baker, Monta Bell, Raymond Lee. P.: United Artists.   35mm. L.: 1565 m. D.: 83’ a 21 f/s.

Scheda Film

Del Monello conosciamo già tutto. Sappiamo, ad esempio, che per salvare i negativi del film che rischiavano il pignoramento in attesa della sentenza di divorzio, Chaplin li imballò in dodici casse (divisi in cinquecento rulli nascosti dentro ai barattoli del caffè) e li trafugò fino a Salt Lake City. Qui, in una stanza d’albergo, Chaplin e Rollie Totheroh montarono il film di nascosto e con un’attrezzatura di fortuna, scegliendo tra oltre duemila sequenze sparpagliate sopra e sotto i letti, sui mobili e persino in bagno.
Conosciamo anche la storia di Jackie Coogan, che oltre a essere stato forse il più prodigioso dei comprimari chapliniani, fu l’interruttore che accese l’ispirazione per Il monello: a Chaplin furono sufficienti una manciata di minuti in cui vide Coogan calcare il palcoscenico dell’Orpheum Theatre per immaginare alcune delle scene cardine del film e imbastirne la trama.
Sappiamo infine, ma forse tendiamo a dimenticarlo ora che quasi un secolo ci divide da quest’opera, che anche Il monello, come tutti i film di Chaplin, fu realizzato ‘contro e nonostante’.
Furono in molti a sconsigliargli di avventurarsi su un terreno praticamente inesplorato, in cui farsa, commedia e melodramma avrebbero dovuto trovare e mantenere un equilibrio credibile per quasi un’ora. Eppure Chaplin si calò nel registro drammatico con sicurezza e onestà, smorzando la farsa con la poesia e prevenendo l’eccesso di sentimento con una comicità incontaminata in cui riescono a trovare fluidamente spazio il surreale e l’onirico. Se è vero, come molti critici hanno sostenuto, che nei suoi film Chaplin non ha fatto altro che rievocare e declinare l’esperienza e l’umiliazione della povertà e i ripetuti strappi affettivi vissuti da bambino, forse mai, come in Il monello, il racconto dell’infanzia è apparso tanto sincero e autentico.

Cecilia Cenciarelli

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato da Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata. Musica composta da Charles Chaplin in collaborazione con Eric James restaurata e adattata da Timothy Brock

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