Scheda Film
L’ultimo film epico di Mann riflette per molti versi l’esperienza del primo: capita che Cimarron venga erroneamente definito western e che Heroes of Telemark sia classificato come un film di guerra. Entrambi incorporano convenzioni dei due generi, ma le loro storie d’ampio respiro li caratterizzano come opere epiche.
[…] Mann utilizza molti dei suoi abituali espedienti stilistici – panoramiche a schiaffo, composizioni complesse, ecc. Lo stile di montaggio stona con i suoi film più classici, ma i jump cut degli anni Sessanta si prestano qui a illustrare il pericolo e la potenziale perfidia del mondo in cui agiscono i personaggi, e il loro uso non è gratuito. La forza del film sta nella raffigurazione del paesaggio innevato. Formidabili sono le scene in cui gli sciatori volano sulle distese bianche sotto un cielo azzurro minacciato da nuvole incombenti. E sempre sugli sci si svolge un emozionante inseguimento tra i ghiacci in cui i nazisti danno la caccia a Kirk Douglas.
Al centro del film c’è una delle migliori scene di Mann. Nove partigiani vanno a distruggere l’impianto di produzione di acqua pesante e la macchina da presa segue la loro discesa con gli sci e a piedi lungo pendii boscosi. La neve bagnata, soffice e voluttuosa ha una grande bellezza, e grazie alla brillante fotografia di Robert Krasker e ai suoi insoliti angoli di ripresa le drammatiche scene d’alpinismo sono coinvolgenti e appassionanti. Mentre gli uomini si avvicinano al villaggio il solo rumore è quello degli scarponi sulle rocce, e l’irruzione umana nel paesaggio provoca la caduta di gigantesche e vaporose masse di neve. È soprattutto questo silenzio premonitore a creare un effetto di tensione. Non si sente un solo rumore che non sia coerente con la situazione, e per effetto della coltre di neve il silenzio è pressoché totale, tanto che lo scatto di una serratura forzata basta a causare un sobbalzo nel pubblico. […]
A dire il vero Heroes of Telemark viene oggi raramente visto nel formato corretto. Le copie disponibili sono in 16mm, con colori sbiaditi e rapporto d’aspetto falsato.
Jeanine Basinger, Anthony Mann, Festival Internacional de Cine de San Sebastián/Filmoteca Española, San Sebastián-Madrid 2004