PROIEZIONE

THE COLOR OF MONEY

THE COLOR OF MONEY

In questa proiezione

THE COLOR OF MONEY

Cast and Credits

Sog.: dall’omonimo romanzo (1984) di Walter Tevis. Scen.: Richard Price. F.: Michael Ballhaus. M.: Thelma Schoonmaker. Scgf.: Boris Leven. Mus.: Robbie Robertson. Int.: Paul Newman (Eddie), Tom Cruise (Vincent), Mary Elizabeth Mastrantonio (Carmen), Helen Shaver (Janelle), John Turturro (Julian), Bill Cobbs (Orvis), Elizabeth Bracco (Diane), Paul Herman (il giocatore al ‘Casino Bar’), Vito D’Ambrosio (Lou), Forest Whitaker (Amos). Prod.: Irving Axelrad, Barbara De Fina per Touchstone Pictures, Silver Screen Partners II

Scheda Film

In The Color of Money Paul Newman e Martin Scorsese fanno qualcosa che pochi cineasti seri osano tentare, e cioè offrirci un aggiornamento su un personaggio che era già compiuto nel proprio tempo, luogo e opera. La notizia di oggi è che, contro ogni previsione, sono riusciti a creare un film estremamente coinvolgente, originale, dotato di una propria identità vivida e pienamente contemporanea, nonché di una precisa ragion d’essere. […] The Color of Money non è un seguito dello Spaccone. Il lavoro di Scorsese è tanto diverso dal film di Robert Rossen quanto la brillante fotografia a colori di Michael Ballhaus lo è dal lavoro in bianco e nero, altrettanto brillante, di Eugene Shuftan per Rossen. Lo spaccone ha una struttura classica. Parla di scelte morali definite in termini netti. Come accade ai personaggi di un dramma di Odets degli anni Trenta, i personaggi di Rossen dicono esattamente ciò che intendono, in discorsi ben costruiti e pronunciati con passione. The Color of Money è meno definito. È ambientato in un altro mondo, fatto di colori al neon di una brillantezza ingannevole, ma in cui le reali intenzioni restano ambigue. I personaggi comunicano attraverso battute argute spacciate per saggezza. I loro sentimenti, per lo più inespressi, emergono in primi piani di tale intensità da far riscoprire il motivo stesso per cui il primo piano è stato inventato.

Vincent Canby, “The New York Times”, 17 ottobre 1986

Non è un sequel. Mi spiego. Ero a Londra per circa una settimana nel settembre del 1984, dopo le riprese di Fuori orario. Paul Newman mi ha chiamato mentre stavo lì e mi ha chiesto se fossi interessato al progetto. La prima volta che ho parlato con lui al telefono mi ha detto “Eddie Felson”. “Adoro quel personaggio” ho detto io. E lui: “Eddie Felson mi ricorda i personaggi che hai raccontato nei tuoi film. E ho pensato che ci fosse ancora qualcosa da dire su di lui”. Ho chiesto: “Chi c’è?”. Ha detto: “Solo tu e io” […]. La prima volta che ho incontrato Paul Newman gli ho chiesto perché quest’uomo avrebbe ricominciato a giocare a biliardo a cinquantadue anni. Ho detto: “Che senso ha gareggiare, se non vinci ogni volta?”. In realtà non c’è una risposta. Ci siamo guardati per un po’, e poi ho detto: “Ecco il film”.

Martin Scorsese, intervista di Peter Biskind e Susan Linfield, “American Film”, novembre 1986

Copia proveniente da
Per concessione di

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2016 da The Walt Disney Studios presso il laboratorio Motion Picture Imaging, a partire dal negativo originale acetato 35mm.

 

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