Scheda Film
Il revenge drama austero e moralmente ambiguo The Bravados imbocca lo stesso cammino accidentato di Rancho Notorious (1952) di Fritz Lang, di I due volti della vendetta (1961) di Marlon Brando e di molti dei grandi western degli anni Cinquanta di Anthony Mann e di Budd Boetticher. Tutti questi film seguono il destino di uomini segnati da ferite psicologiche infette e incrostate di stoica amarezza, i quali si illudono che la vendetta li guarirà. La causa può anche essere giusta – spesso, come in The Bravados, è il tentativo di vendicare lo stupro e l’omicidio di una donna – ma l’odio ossessivo li deforma, trasformando coraggio e integrità in nevrosi monomaniacale. In questi film la vendetta non guarisce nessuno; l’eroe può solo redimersi abbandonando l’impresa o distruggersi portandola a compimento. Qui King aggiunge un tocco in più allo schema, insinuando ben presto il dubbio che i quattro fuorilegge cui Jim Douglas (Gregory Peck) sta dando la caccia siano gli uomini sbagliati e che questo a lui nemmeno importi.
Per King è il quinto dei sei film con Peck, la cui consueta rettitudine morale si irrigidisce in moralismo rendendo tanto più sconvolgenti i suoi lampi di sadismo. Douglas uccide un uomo mentre striscia in ginocchio e ne fa fuori un altro appendendolo a un albero a testa in giù. I fuorilegge sono stati già condannati a morte all’inizio del film; dopo essere fuggiti uccidono senza esitazione, e uno di essi rapisce e aggredisce una giovane. Ha importanza che siano innocenti di un crimine quando ne hanno commessi molti altri?
Malgrado i paesaggi maestosi – le pianure battute dal sole e le rocce a strapiombo degli stati messicani di Michoacán e Jalisco – e la splendida fotografia a colori di Leon Shamroy, The Bravados è un film duro e asciutto, privo della tenerezza mostrata da King nei suoi rustici ritratti dell’America rurale. Denuncia un bisogno di redenzione e allude alla fede cattolica del regista, ma resta il ritratto problematico di una certezza ottusa e arrogante, che Peck associò alla ricerca collettiva di un capro espiatorio incarnata dal maccartismo.
Imogen Sara Smith