Scheda Film
È un documento ‘monumentale’ su due generazioni dell’Italia dei primi anni Cinquanta: non perché ne studia i comportamenti, casomai riassumendoli in bozzetti (com’era di moda dire allora), ma perché ne blocca a futura memoria le caratteristiche salienti. […] Terza liceo è un film di costruzione, che sembra poggiare su una sceneggiatura di ferro: ogni blocco è un mattone che contribuisce all’architettura complessiva. Lo scheletro è quello di un liceo classico romano, il Mamiani, in viale delle Milizie 30 […], al cui interno viene isolata la classe III C; attorno a essa si muovono i professori, gli alunni e i loro genitori. Due fronti compongono un reticolo di intrecci, di incontri e di scontri: quello dei giovani e quello degli adulti. […] Queste architetture e queste matematiche sono però riscaldate dal sentimento, sono architetture e matematiche musicali: una ‘musica’ data dal ritmo, da assonanze tra sequenze, da ripetizioni e variazioni di motivi; mentre la musica vera e propria […] è tendenzialmente musica di scena (l’assenza di musica è del resto coerente con l’impostazione antipsicologica del film). […]
Emmer fa un film ‘perfetto’, senza un’inquadratura di troppo, di impostazione classica, dove il lavoro della macchina da presa ‘non si vede’, destinato di fatto, se non nelle intenzioni esplicite, a durare, oltre le accidentalità del moderno. Emmer sottopone la scansione dei piani a un rigore che si attiene a una medietà distanziante: totali, campi-controcampi privi di moderne opposizioni, two-or-three shots direbbero gli anglosassoni (cioè inquadrature a due o tre personaggi) che inseriscono l’individuo nel gruppo […]. L’‘autore’ regola la (messa in) scena come un grande burattinaio onnisciente, che sembra non lasciarsi coinvolgere. Ma, con sapienza classica, è ben cosciente che l’economia formale conferisce plusvalore alle più semplici devianze: l’intrusione, ad esempio, di semplici piani ravvicinati fra i campi medi dominanti.
Adriano Aprà, Emmer classico moderno: ‘Terza Liceo’, in Mister(o) Emmer, a cura di Enrico Ghezzi e Stefano Francia di Celle, Torino Film Festival, Torino 2004