Scheda Film
Il thriller poliziesco di Vernon Sewell, costruito come una corsa contro il tempo, è uno dei titoli più notevoli della tradizione dei film britannici di serie B. Girando in tempi stretti per la Theatrecraft Films, Sewell sfruttò con maestria il budget limitato e le poche location disponibili per raccontare con tensione implacabile una rapina finita male, in cui un direttore di banca e la sua segretaria finiscono intrappolati nel caveau mentre l’ossigeno si esaurisce minuto dopo minuto. Negli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta Sewell fu una presenza costante nell’industria britannica del cinema di serie B, anche se inizialmente la sua carriera aveva fatto pensare a un percorso più promettente. Entrò nel mondo del cinema nel 1929 ed ebbe tra i primi mentori Michael Powell: fece parte della troupe che si recò sull’isola scozzese di Foula per girare Ai confini del mondo (1937), e il suo primo film, La flotta d’argento (1943), fu prodotto dalla casa di produzione The Archers di Powell e Pressburger. Negli anni Quaranta Sewell ebbe successo con film di serie A come L’amante della morte (1946) e l’incantevole The Ghosts of Berkeley Square (1947), dopo di che girò soprattutto film di serie B: quasi trenta titoli nei due decenni successivi, spaziando tra thriller, horror, sexploitation e altri generi. Appassionato di vela, Sewell realizzò diversi film a tema nautico, come Ghost Ship (1952) e Dangerous Voyage (1954). Ma aveva un talento particolare per i thriller claustrofobici e cupamente fatalisti, come The Man in The Back Seat (1961), con Derren Nesbitt e Keith Faulkner, in cui l’azione si svolge interamente all’interno di un’automobile. L’accoppiata Nesbitt-Faulkner fu riproposta un anno dopo, con esiti altrettanto sordidi e memorabili, in Strongroom. La reputazione del film, un tempo trascurato, è risorta grazie agli elogi pubblici di Quentin Tarantino, Martin Scorsese ed Edgar Wright.
James Bell