Scheda Film
Uno dei film più singolari e dimenticati di Marcello Mastroianni. Subito dopo i successi internazionali dei film di De Sica-Ponti insieme alla Loren, l’attore torna su sfondi napoletani, stavolta con a fianco una star internazionale come Raquel Welch. Alla regia c’è il simbolo stesso di Napoli, Eduardo De Filippo, ma commercialmente l’operazione (debutto ‘in proprio’ del leggendario direttore di produzione Pietro Notarianni) sarà un disastro. Eduardo, sempre attento agli adattamenti delle proprie opere, stavolta si prende ogni libertà con la propria commedia Le voci di dentro: vuole che il cinema vinca, e il cinema che sceglie è quello dalla debordante dimensione visiva e musicale, quella linea pop italiana degli anni Sessanta che va da Fellini a Mario Bava, da Vittorio Caprioli a certo Alberto Lattuada a La decima vittima di Elio Petri. Qui c’è un improbabile Marcello Mastroianni, che oltretutto fa proprio uno scultore e pittore vagamente pop. Il film può essere goduto per la sua bizzarria, con Raquel Welch doppiata in piemontese, la colonna sonora di Rota che mescola citazioni di Funiculì Funiculà e La dolce vita, le scenografie e i costumi di Enrico Job e Gianni Polidori. Ma l’onirismo, che oggi può apparire di marca felliniana (tra 8½ e Giulietta degli spiriti) alla lunga stanca e l’effetto finale, claustrofobico, è una paradossale vendetta dell’elemento teatrale, a dispetto del bric-à-brac di musiche e immagini.
Emiliano Morreale