Scheda Film
Ecco un Lubitsch al culmine della sua arte: un cinema brillante, sensuale, sorretto da un’inventiva ricca di charme. So This Is Paris era stato concepito della Warner Bros. in un periodo di espansione della casa di produzione. Si rivelò tuttavia l’ultimo film che Lubitsch vi realizzò prima di passare alla MGM, dove diresse Il principe studente, e successivamente alla Paramount. Per questo motivo ebbe una distribuzione limitata, nel luglio del 1926. Il critico di “Variety” ridicolizzò la decisione di farlo uscire in un periodo così morto, definendolo “una commedia eccellente che avrebbe dovuto essere tenuta in serbo per la stagione”. Il “New York Times” lo avrebbe in seguito inserito tra i dieci migliori film dell’anno. In questa spumeggiante farsa dell’età del jazz, i tappi saltano dalle bottiglie di champagne e i parigini gaudenti fanno le ore piccole scatenandosi nel charleston in una sala da ballo decorata con gigantesche gambe femminili – la più stravagante delle sontuose scenografie ideate da Harold Grieve. Il soggetto è essenzialmente una versione più sfrenata dei precedenti Matrimonio in quattro (1924) e Il ventaglio di Lady Windermere (1925). Monte Blue e Patsy Ruth Miller interpretano il dottor Giraud e la sua affettuosa consorte. Dall’altra parte della strada vivono monsieur e madame Lalle, interpretati da Andre Beranger e Lilyan Tashman, una coppia bohemien che trascorre il tempo tra danze moderne, travestimenti e disinvolte infedeltà. Madame Giraud non riesce a distogliere lo sguardo da monsieur Lalle nel suo succinto costume da sceicco, e il dottore scopre ben presto che madame Lalle e una vecchia conoscenza del suo passato poco rispettabile. È l’inizio dei guai. Le quattro interpretazioni principali sono avvincenti dall’inizio alla fine, e Lubitsch dissemina con misura alcuni effetti speciali. La fantasia del dottor Giraud sul suo bastone smarrito e un sogno freudiano, e quando sua moglie lo ridimensiona il film fa lo stesso. Secondo le cronache dell’epoca, il pubblico scoppiava in un applauso spontaneo nelle scene in cui l’uomo esagera con lo champagne: la sua ebbrezza e resa efficacemente attraverso sovrimpressioni e l’uso di una lente caleidoscopica. Questa deliziosa fantasia francese offre inoltre un ulteriore motivo d’interesse, se mai ce ne fosse bisogno: una Myrna Loy ancora lontana dalla celebrità nel ruolo della domestica dei Lalle.
Pamela Hutchinson