Scheda Film
Malgrado la tematica cupa – in una Marsiglia occupata dai nazisti due prigionieri di guerra britannici in fuga (Stephen Boyd e Tony Wright) trovano rifugio nel quartiere del Porto Vecchio mentre un maniaco omicida (James Robertson Justice) uccide e deruba rifugiati con la falsa promessa di aiutarli a lasciare il paese – Seven Thunders (alias The Beasts of Marseilles) è uno dei film più ottimisti ed esuberanti del regista.
Tipici girovaghi alla Fregonese, sulle prime Boyd e Wright si sentono intrappolati negli spazi angusti della città vecchia ma imparano presto a muoversi nel labirinto di passaggi segreti e collegamenti sotterranei. Boyd scopre una nuova sensazione di libertà grazie a una giovane sbarazzina (Anna Gaylor), mentre Wright è protetto da una vedova cockney (l’amata caratterista britannica Kathleen Harrison) trapiantata in modo alquanto improbabile in Francia.
Dopo Apache Drums e The Raid, anche questo film di Fregonese (una produzione britannica) si chiude con un’esplosione di violenza apocalittica, questa volta basandosi su un fatto realmente accaduto: la distruzione del Porto Vecchio a colpi di dinamite da parte dei nazisti nel gennaio del 1943. Fregonese gestisce la sequenza in maniera esemplare, fondendo senza soluzione di continuità riprese in esterni e in teatro di posa e spezzoni di cinegiornali. Al di là dell’orrore, l’esplosione ha anche l’effetto di costringere l’assassino a uscire dalla sua tana e di scagliare i protagonisti verso un futuro all’aria aperta, piacevolmente incerto.
Dave Kehr