Scheda Film
L’idea di fare un film quasi storico non mi avrebbe convinto in modo assoluto se non avessi visto la possibilità di raccontare (immerso in un clima di eccezionalità come e quello di una guerra – di una qualsiasi guerra) una vicenda d’amore, una vicenda passionale e violenta […]. Noi italiani abbiamo dimostrato, nel nostro cinema di questi ultimi anni, di poter competere spesso con le cinematografie di altri paesi, più tecnicamente attrezzate, con il pregio della verità, della spontaneità e della cosiddetta aria aperta – fuori dalle costrizioni artificiose degli ‘studios’ e affidandoci alla autenticità della vita. È vero che generalmente i nostri migliori film hanno trattato di situazioni attuali, contingenti, moderne, della nostra vita di ogni giorno – o di avvenimenti talmente recenti e scottanti da confondersi, spesso, con la cronaca giornaliera. Tuttavia io penso che i migliori caratteri di questa cinematografia non siano soltanto i visi della gente presa dalla strada, le strade e le piazze italiane, la vita italiana insomma, attuale ma qualcosa di più essenziale, cioè la possibilità di guardare dentro alle passioni umane senza ombra di convenzionalità e costrizioni di formule retoriche. Io penso che questa ricerca di verità, questo metodo di indagine si possa mantenere inalterato per raccontare qualsiasi avventura umana, qualsiasi vicenda che faccia centro sulle passioni umane. Ecco perché, accettando di fare questo film, che è ambientato nella ultima guerra di liberazione italiana dal dominio austriaco nel 1866, io ho guardato soprattutto a ciò che mi interessava, cioè la vicenda passionale di due esseri umani nemici in teoria, perché in campi avversi, che vanno guardati in profondità e seguiti nei loro movimenti psicologici, nei loro tentennamenti fra il bene e il male, con assoluta spregiudicatezza e sincerità; ed il mio scopo e di farne i rappresentanti di due razze, di due mondi in contrasto. E soprattutto il risultato che mi preme di raggiungere e che questa vicenda sia altrettanto attuale vera e appassionante che se si verificasse oggi sotto i nostri stessi occhi – fra un tenente di un esercito nemico, e una donna di un paese occupato.
Luchino Visconti, Luchino Visconti. Epistolario 1920-1961, a cura di Caterina d’Amico de Carvalho e Alessandra Favino, Edizioni Cineteca di Bologna, Bologna 2024