Scheda Film
Fondata nel 1906 dal pioniere Henri Joly, la Société des Phonographes et Cinématographes Lux crebbe rapidamente fino a competere con le altre grandi case di produzione francesi. Quando nel 1907 Joly dovette dimettersi dal suo incarico per motivi di salute, la Lux aveva aperto a Gentilly uno stabilimento cinematografico completamente attrezzato. Alla fine del 1909 si era largamente affermata, con rappresentanti in dodici capitali tra cui Barcellona, Budapest, Londra, Mosca, New York e Varsavia. Sebbene avesse inizialmente rilevato la distribuzione di piccoli produttori indipendenti stranieri quali Nestor, Aquila e Savoia, nel 1913 le sue produzioni iniziarono a entrare in sofferenza e alla fine di quell’anno dichiarò bancarotta. Le informazioni sulla Lux e i suoi film rimangono molto limitate. Nel periodo di massimo splendore lavorarono per la società registi come Jean Durand e Gérard Bourgeois. Comici quali Paul Bertho (Patouillard), Little Chrysia (Cunégonde) e Zinel (Zizi) interpretarono serie di gran successo. Appaiono anche, seppur non accreditate, le comiche Sarah Duhamel e Madeleine.
Nei suoi sette anni di vita la Lux produsse circa 850 film, prevalentemente cortometraggi comici ma anche film drammatici e alcuni documentari. Nell’ultimo periodo pare che il suo punto di forza fossero i film con animali.
Le comiche erano chiaramente il motore della società. Pur ruotando attorno a trame simili a quelle proposte dai rivali Pathé, Eclipse ed Éclair, le comiche Lux possiedono un tocco di bizzarria in più. Gli attori recitano senza inibizioni, e i film non rifuggono dall’esagerazione, dall’assurdo e da un certo livello di goffaggine. Ne deriva un’esplosione di creatività che sfiora il surrealismo. Per ottenere un maggiore effetto vengono usati vari trucchi cinematografici e ricche scenografie. Si è tentati di ipotizzare che alla Lux i comici affermati, che avevano già lavorato per altri produttori, trovassero l’opportunità di rifare con maggiore libertà creativa film che avevano già girato in precedenza.
Elif Rongen-Kaynakçi