Scheda Film
Il jazz è rimasto il simbolo dell’affermazione di questa gioventù. Anche in un modo senza dubbio un po’ bizzarro, è ricercando la purezza del vecchio stile New Orleans che Claude Luter ha determinato un movimento che ha finito per stabilire un contatto fraterno fra i Neri americani, anche loro oppressi, e la gioventù francese. Luter e la sua orchestra officiavano ai Lorientais, in una cantina, la prima, in rue des Carmes; anche se ho ben poca inclinazione per le espressioni di religiosità, si era obbligati a pensare in questi termini a quell’ordine; soltanto degli ‘iniziati’ frequentavano queste nuove ‘catacombe’ dove spesso si manifestavano delle vere ‘estasi collettive’.
È un bene che Becker abbia scelto con assoluta precisione i Lorientais come uno dei ‘luoghi’ del suo film, perché vi si trovava la gioventù allo stato puro, squattrinata, ma molto sicura di se stessa e del valore, all’epoca impercettibile, a cui si consacrava e sacrificava talvolta anche parecchio; qui c’è anche una bohême, i cui aneddoti sarebbero forse un po’ simili a quelli delle altre, ma in condizioni ben più spietate.
Raymond Queneau, in Raymond Queneau, Jean Queval, Rendez-vous de juillet, Chavane, Parigi 1949