Scheda Film
Il classico saggio del 1948 di Robert Warshow intitolato The Gangster as Tragic Hero sarebbe stato molto diverso se l’autore avesse avuto accesso al vasto contributo della Fox Film al genere, a partire da Regeneration di Raoul Walsh nel 1915. Questo notevole film del 1931 – uno dei soli quattro titoli diretti dal burrascoso Rowland Brown, sceneggiatore di successo (The Doorway to Hell) che aveva fama di intrattenere legami con la malavita – accantona la piega tragico-romantica dei gangster della Warner Bros. a favore di una prospettiva singolarmente moderna e neutrale narrando l’ascesa di Danny Raymond (Spencer Tracy) da camionista a boss del crimine in una serie di scene scarne e bruscamente scandite. Privati di psicologia e di motivazioni sociologiche, i gangster di Brown diventano oggetti in movimento, al di là di ogni possibile morale o significato.
Brown fa avanzare la trama soprattutto per mezzo di ellissi (un montaggio di targhe automobilistiche scandito da una progressione di date serve a colmare i sette anni dell’ascesa di Tracy dalla piccola delinquenza al potere), ma poi se la prende comoda con le note di abbellimento – come quando passa a un’elegante inquadratura dall’alto per osservare George Raft (qui al suo primo film) che esegue un sinuoso e vagamente sinistro numero di tip tap. Il dono di Brown per la sineddoche dà i suoi frutti nel brusco finale, quando due battute di dialogo decidono il destino del protagonista: “Quei riccastri sanno come organizzare bei matrimoni!” “Sì, ma noialtri abbiamo i funerali migliori”. In seguito all’insuccesso commerciale del film, i dirigenti della Fox si persuasero che il loro nuovo divo, Tracy, si stava rivelando un cattivo investimento; oggi la sua interpretazione appare fredda e limpida come acqua ghiacciata.
Dave Kehr