PROIEZIONE

PICCOLO MONDO ANTICO

PICCOLO MONDO ANTICO

In questa proiezione

Piccolo Mondo Antico

Cast and Credits

Scen.: Mario Bonfantini, Emilio Cecchi, Alberto Lattuada, Mario Soldati, Dal Romanzo Omonimo Di Antonio Fogazzaro; F.: Carlo Montuori, Arturo Gallea; M.: Gisa Radicchi Levi; Scgf.: Gastone Medin, Ascanio Coccé; Cost.: Maria De Matteis, Gino C. Sensani; Mu.: Enzo Masetti; Ass.R.: Alberto Lattuada; Int.: Alida Valli (Luisa Rigey), Massimo Serato (Franco Maironi), Ada Dondini (Marchesa Orsola Maironi), Mariù Pascoli (Ombretta), Annibale Betrone (Zio Piero), Giacinto Molteni (Professor Beniamino Gilardoni), Elvira Bonecchi (Signora Barborin), Enzo Biliotti (Signor Pasotti), Renato Cialente (Cavalier Greisberg), Adele Garavaglia (Teresa Rigey), Carlo Tamberlani (Don Costa), Gianni Barrella (Curato Di Puria), Nino Marchetti (Pedraglio), Giorgio Costantini (Avvocato Di Varenna), Jone Morino (Donna Eugenia), Anna Carena (Carlotta), Domenico Viglione Borghese (Dino); Prod.: Carlo Ponti Per Ata; 35mm. D.: 106’ A 24 F/S. Bn.

Scheda Film

Il film che, dopo Una romantica avventura di Camerini, lancia il filone degli adattamenti ottocenteschi in cui esordiranno tra l’altro Alberto Lattuada e Renato Castellani. Operazione di sotterranea opposizione al fascismo, tanto che gli autori della troupe, Soldati in testa, erano sorvegliati dalla polizia, la quale temeva che approfittassero delle riprese sul lago di Lugano per scappare in Svizzera. In pieno asse Roma-Berlino, Soldati sceglie provocatoriamente di raccontare la lotta anti-austriaca; contromano rispetto alle politiche culturali del regime, colora il film con le sonorità del dialetto lombardo.
Per adattare il romanzo di ambientazione risorgimentale di Antonio Fogazzaro, il regista mette a frutto la propria conoscenza della pittura italiana dell’Ottocento, e mostra una straordinaria vocazione di paesaggista. Come scrisse in una recensione Giuseppe De Santis, allora giovanissimo critico: “Per la prima volta nel nostro cinema abbiamo visto un paesaggio, non più rarefatto, pacchiano-pittorico, ma finalmente rispondente all’umanità dei personaggi sia come elemento emotivo che come indicatore dei loro sentimenti”. Eppure il film va oltre la pittura e il paesaggio. È altrove la forza dinamica delle sue sequenze migliori (la morte di Ombretta, la partenza di Franco all’alba): in una intensità emotiva e morale che si incarna nella protagonista femminile. Il film, grande successo, lanciò infatti come attrice drammatica Alida Valli, facendone la più potente immagine filmica dell’Ottocento italiano, donna forte, di grande tenacia e rigore etico, di venature quasi gianseniste. Infine, come spesso in Soldati, il colore del film è dato anche da indimenticabili caratteristi: la perfida madre Ada Dondini, Enzo Biliotti, Giacinto Molteni, Renato Cialente. La forza del film anzi nasce proprio da uno sguardo che pare quasi distrarsi dalla narrazione, concentrandosi sui dettagli dei luoghi e dei personaggi minuti, per accendersi grazie alla figura femminile.

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