PROIEZIONE

PHANTOM OF THE RUE MORGUE – 3D

PHANTOM OF THE RUE MORGUE – 3D

In questa proiezione

PHANTOM OF THE RUE MORGUE – 3D

Cast and Credits

Sog.: dal racconto I delitti della Rue Morgue (1841) di Edgar Allan Poe. Scen.: Harold Medford, James R. Webb. F.: J. Peverell Marley. M.: James Moore. Scgf.: Bertram Tuttle. Mus.: David Buttolph. Int.: Karl Malden (dottor Marais), Claude Dauphin (ispettore Bonnard), Patricia Medina (Jeanette), Steve Forrest (professor Paul Dupin), Allyn McLerie (Yvonne), Anthony Caruso (Jacques), Veola Vonn (Arlette), Dolores Dorn (Camille). Prod.: Henry Blanke per Warner Bros. DCP. D.: 88’. Bn.

Scheda Film

Discovery La Warner desiderava replicare il successo del suo più grande trionfo in 3D, La maschera di cera, con un altro horror a colori. Tra le due attrazioni, tuttavia, il colore finì in qualche modo per sovrastare il 3D. Con i suoi toni accesi, sgargianti ed erotici, il film trasfigura le scene di crimini raccapriccianti in una sorta di pittura espressionista astratta, fatta di brandelli di corpi, schizzi di colore a olio e vetri infranti. Ci troviamo qui nel filone più consueto del cinema in 3D, in cui gli oggetti vengono scagliati verso l’obiettivo a intervalli regolari: rievocando le emozioni del cinema delle origini in The Great Train Robbery; i gendarmi sparano direttamente contro lo spettatore; un lanciatore di coltelli fa lo stesso; un trapezista piomba sulla rete di sicurezza, dove la macchina da presa attende la sua caduta. I nostri occhi sono costantemente sotto attacco non appena entra in gioco la terza dimensione. Conta sempre l’occhio, quasi mai il cervello. Tratto dal racconto del 1841 di Edgar Allan Poe su una serie di omicidi efferati il cui movente e modalità sfidano ogni logica, il film conserva l’ambientazione parigina ma traspone la vicenda in un mondo post-freudiano. “Al giorno d’oggi conta solo Freud” si lamenta uno zoologo interpretato da Karl Malden. Così il film si popola di una serie di personaggi secondari reietti, tutti abitati da pulsioni represse e da desideri confinati in stanze segrete e ben chiuse. Il serial killer prende di mira donne di una certa bellezza e portamento. Le modelle e le artiste di spettacolo, abbigliate in modo succinto, vengono brutalmente spogliate di quel poco che indossano, e ogni scena di omicidio è attraversata da un inquietante sottotesto di perversione sessuale. In fondo, la ‘bestia’ non è che la forma umana ridotta all’istinto, e tra tutti gli istinti è la lussuria a dominare. Roy Del Ruth mostra ben poco interesse per la direzione degli attori e si affida invece alle scenografie in legno e cartapesta – offrendo una delle visioni più oniriche dei tetti parigini dai tempi di Lazare Meerson – perfettamente funzionali alle esigenze acrobatiche del film. Si tratta di un’opera straordinariamente sfacciata e licenziosa, tanto più sorprendente se si considera che il periodo d’oro del regista risale agli anni Trenta.

Ehsan Khoshbakht

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurati in 3D nel 2026 da Warner Bros. Discovery e The Film Foundation presso il laboratorio Warner Bros. Post Production Creative Services, a partire dal negativo camera originale 35mm. Restauro sonoro effettuato presso il laboratorio Warner Bros. Sound, a partire dal mix mono originale. Grading e convergenza 3D completati presso il laboratorio Water Tower Color

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